Halloween: ricordi di una strega-vampiro

 
Hallowen secondo me?!Una festa commerciale come tante altre, parte del più ampio e diabolico piano che incombe sulle nostre vite. PRODUCI, CONSUMA, CREPA.
Famosa per la classica formula usata dai bambini che bussano alla porta chiedendo: “Dolcetto o scherzetto?”, è frutto dell’importazione dalla tradizione anglosassone che affonda le sue radici nella cultura celtica che celebrava, con riti pagani, il risveglio degli spiriti nella notte del 31 ottobre.
Noi italiani ne abbiamo a mala pena importato l’idea di far feste in costume e di sperperare soldi in dolcetti tipici.
A me non me n’è mai importato niente. Né me ne importa adesso.
Soltanto che, da un anno a questa parte, quando penso ad Hallowen non posso fare a meno di ricordare quel 31 ottobre, anno 2005, Spagna, Alicante. Quando, uscendo fuori dal portone di calle Pintor Velàzquez 43 del mio “appartamento spagnolo”, mi sono ritrovata coinvolta/travolta da un fiume di follia in costume, fatto di streghe, mostri, zucche e ragnatele. A metà serata, durante una festa in un pub, mi avevano ficcato in testa un cappello nero, a punta, e un mantello da vampiro. Tutto in regalo. Bastava partecipare alla festa per vincere i costumi.
Qualcuno ha fatto un po’ di confusione con Carnevale: il mio coinquilino tedesco era vestito da Capitan Uncino. E quanto ne andava fiero!
Scherzi più o meno riconducibili all’idiozia e al delirio alcolico, follia e musica hanno accompagnato la serata che si è protratta all’alba dell’indomani, quando lo unico que recuerdo è che mi hanno portata a casa di peso, sulle spalle.
E’ stata la prima e credo l’unica volta in cui ho festeggiato, ma non so chi, né cosa. Né perchè. So solo che mi sono divertita. E tanto.
Ma non credo sia stato merito di Halloween e degli spiriti che vagavano quella notte…Neanche dei costumi, né della festa. Del resto, in fondo, quella festa non è stata poi così diversa da quella di Carnevale o dai botellones vari. Gli spagnoli (ma non solo loro) sono così, non me ne vogliano, io li adoro! Ma è la dura legge del denaro: ogni scusa è buona per festeggiare. Bere e consumare.
Ad ogni modo, se mi sono divertita così tanto da ricordarmelo ancora, credo sia solo e soltanto “colpa” di quella inspiegabile magia che accompagna tutti i momenti vissuti in Erasmus…
Attimo di nostalgia, canaglia!


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