Gravina, stazione radio base di Iliad preoccupa i residenti: «Previste immissioni oltre il 70% dei limiti di legge»

C’è preoccupazione tra i residenti di via Gramsci, a Gravina di Catania, dove da qualche mese è stata impiantata da Iliad Italia S.p.A. «una stazione radio base potenziata che contempla 2G, 3G, 4G, 5G Nr operante in banda 700 MHz e 5G sperimentale operante in banda 3700MHz».

A farsi portavoce delle istanze di chi, dalle istituzioni preposte, vorrebbe al più presto delle rassicurazioni, l’ingegner Agata Milazzo.

Ci accoglie in casa propria, a pochi metri dal civico 146, dove la stazione è stata installata. In mano il parere tecnico-previsionale rilasciato dall’Arpa nel dicembre dello scorso anno sui livelli di campo elettromagnetico attesi dopo la modifica della stazione radio base per rete di telefonia mobile di Iliad, in cui si legge che «la sperimentazione risulta mirata alla verifica periodica dei livelli di campo elettromagnetico generati dalla nuova tecnologia con opportuni report forniti dall’operatore di rete, a cadenza mensile o, se tecnicamente non realizzabile, con cadenza massima trimestrale, tramite i valori di potenza massima e media giornaliera, forniti al bocchettone d’antenna del sistema in parola».

A preoccupare i residenti, in particolare, il fatto che nella relazione si prevedano in alcuni punti «immissioni di campo elettromagnetico superiori al 70 per cento del valore di attenzione fissato dal Dpcm dell’8 luglio 2003».

Vogliono vederci chiaro ed essere sicuri che la stazione radio base non sia nociva per la loro salute. Per questo motivo hanno avanzato richiesta di copia delle autorizzazioni rilasciate e del progetto presentato dalla società di telecomunicazioni.

«Solo l’Arpa e il Genio civile hanno permesso l’accesso ad alcuni documenti – dichiara l’ingegnere Milazzo – mentre il Comune di Gravina di Catania ha negato qualsiasi tipo di accesso, trincerandosi dietro una presunta motivata opposizione di Iliad».

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