Formazione/Oif, 39 corsi bloccati e 600 minori a rischio dispersione scolastica

LE CHIACCHIERE DEL GOVERNO CROCETTA NON RISOLVONO I PROBLEMI. RESTA AL PALO L’ATTIVITA’ FORMATIVA DEI TERZI ANNI DELL’ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Il settore della Formazione professionale resta nel caos e la filiera dell’Obbligo scolastico non decolla.

I proclami dei giorni scorsi del presidente della Regione, Rosario Crocetta, e dell’ex assessore alla Formazione professionale, Nelli Scilabra, si infrangono di fronte alla realtà.

Ci sono 39 corsi relativi all’Avviso n.2/2014 per la realizzazione del terzo anno dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale per i minori che restano ‘congelati’.

Ci sono circa 600 allievi che, dopo due anni si sacrifici, ad oggi non possono frequentare il terzo anno per l’ottenimento della qualifica professionalizzante.

Perché? La smania di risparmiare risorse sulle spalle di enti formativi e lavoratori, da destinare ad altre finalità – forse – più nobili, ha portato il Governo e l’Amministrazione regionale a ingarbugliarsi introducendo una assurda clausola nel citato Avviso 2/2014 che finanzia, con risorse comunitarie, proprio la realizzazione della terza annualità dell’Oif.

In fase di predisposizione del bando l’Amministrazione regionale hanno aggiunto un requisito che nel precedente Avviso 19/2011 non c’era.

Secondo tale clausola, ciascun minore in obbligo scolastico, che ha presentato domanda di iscrizione per la frequenza di un corso di formazione professionale presso un ente formativo, ha dovuto indicare a quale istituto formativo o scolastico si sarebbe trasferito in caso di mancato avvio del percorso formativo presso l’ente prescelto.

Due opzioni in subordine all’atto dell’iscrizione per poter accedere alla frequenza del corso.

Una manovra maldestra quella dell’amministrazione regionale che, nel tentativo di tutelarsi di fronte a casi di enti formativi successivamente de finanziati o che non riescono ad avviare per altri motivi i corsi, si è incasinata con tale condizione di inammissibilità.

Quindi, per scongiurare l’ipotesi che un ente formativo possa venire definanziato ed evitare che gli allievi possano restare a piedi, l’amministrazione ha pensato di inventarsi una clausola che nei fatti ha bloccato 39 corsi di formazione professionale.

Condizione di inammissibilità che ha prodotto l’effetto distorto dovuto al mancato avvio del percorso formativo di terzo anno e che ha creato un danno enorme al sistema formativo.

Difatti, coloro – tra gli allievi – che non hanno indicato, attravero la doppia opzione nella domanda di iscrizione un diverso istituto perde la possibilità di frequentare il terzo anno.

Quindi, anziché risolverlo, l’amministrazione regionale il problema lo ha creato, agevolando paradossalmente la dispersione scolastica.

La verità è che l’amministrazione regionale si è incartata provocando il blocco del servizio e causando un danno ai circa 600 allievi che potrebbero perdere definitivamente la qualifica, bruciando due anni di frequenza.

Attenti osservatori hanno sollevato un legittimo interrogativo: ‘nel rapporto di natura concessorio, come ha sancito il Consiglio di Stato con la sentenza 5086 del 14 ottobre 2014, tra Regione siciliana, enti di formazione – soggetti strumentali che operano senza finalità di lucro – che senso ha inserire una assurda condizione di inammissibilità che ha portato al questo empasse nella filiera dell’Oif?

E poi che dire dei tempi biblici per chiudere un procedimento amministrativo.

L’avviso 2/2014 ha avuto una accelerazione con l’arrivo di Gianni Silvia alla direzione generale del dipartimento Formazione professionale. I ritardi accumulati, però, allungano ancora oggi i tempi di avvio dei corsi di formazione destinati a minori a rischio dispersione scolastica.

Lo stesso Avviso 2/2014 attende il visto del Servizio di ragioneria e l’esame della Corte dei Conti che avrà 60 giorni a disposizione per esprimere il giudizio preventivo di legittimità trattandosi di un piano formativo finanziato con risorse comunitarie.

Ed intanto minori, famiglie e lavoratori attendono per colpa di un Governo regionale sempre più sfacciatamente inadeguato e disattento. Due anni di gestione politica ed amministrativa che hanno flagellato il settore disarmandolo e riducendolo un colabrodo.

Sono sterili e provi di enfasi tutti gli accorati proclami tendenti a far passare la realtà diversa da quella che è. I siciliani lo hanno capito e non lo scorderanno facilmente.


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