Formazione, l’Ars finanzia la seconda annualità dell’Avviso 20-2011

Finanziare la seconda annualità dell’Avviso 20 2011. Lo ha deciso ieri sera la Commissione legislativa Cultura e lavoro dell’Ars. La decisione è clamorosa, perché è l’esatto contrario di quanto stabilito e annunciato dal Governo regionale di Rosario Crocetta. La certificazione politica che su un argomento ‘caldo’, di grande valenza politica e sociale, il Governo e l’Assemblea regionale sono su posizioni opposte.

Si racconta che, ieri sera, durante i lavori della Commissione Cultura e Lavoro dell’Ars era presente – oltre, naturalmente – ai parlamentari di Sala d’Ercole che ne fanno parte – anche l’assessore regionale alla Formazione professionale, Nelli Scilabra. Quando ha sentito che maggioranza di centrosinistra, opposizione di centrodestra e Partito dei Siciliani hanno proposto, tutti insieme, il finanziamento della seconda annualità dell’Avviso 20 2011 (solo i grillini hanno votato contro) l’assessore Scilabra sarebbe sbiancata in volto. Non ci credeva. Non poteva crederci.

Certo, l’atto votato ieri sera in quinta Commissione è, sotto il profilo tecnico, un “parere”: ma è un “parere” di grande peso politico. Perché la maggioranza trasversale che si è materializzata nella Commissione Cultura e Lavoro potrebbe materializzarsi in Commissione Bilancio e Finanze. Se la seconda Commissione – la già citata Bilancio e Finanze – dovesse dire “sì” al finanziamento della seconda annualità dell’Avviso 20 il Governo Crocetta dovrebbe rivedere tutta la strategia (in verità un po’ confusa ed incerta) che fino ad oggi ha portato avanti in uno dei settori più delicati della vita pubblica siciliana.

L’Avviso 20, per la cronaca, è un’invenzione del Governo regionale precedente – il Governo di Raffaele Lombardo – che ha trasferito tutti i costi della formazione professionale sul Fondo sociale europeo (Fse). L’Avviso 20 si articola in tre annualità, per una spesa complessiva di circa 850 milioni di euro. In pratica 286 milioni di euro all’anno per tre anni: 2012, 2013 e 2014..

La prima annualità è partita lo scorso anno. Ma non è stata finanziata per intero, perché, nel frattempo, erano già spariti i 2,1 miliardi di euro del Fondo sociale europea destinati alla Sicilia. Di questi 2,1 miliardi circa, 420 milioni di euro sono finiti a Roma presso le ‘casse’ del MIUR e dovrebbero ‘rientrare’ in Sicilia con il cosiddetto ‘Piano Giovani’ (in verità, non mancano i dubbi che una parte di questi soldi possano essere stati utilizzati dal Governo nazionale per altre finalità: non a caso, la quinta Commissione dell’Ars avrebbe già invitato il Ministro della Coesione, Fabrizio Barca, a Palermo, ovviamente in un’audizione, per capire quanti soldi ci sono e come dovrebbero essere utilizzati).

Del restante miliardo e 600 milioni circa del Fondo sociale europeo destinati alla Sicilia non si è saputo più nulla. Anche se il dubbio è che siano stati utilizzati per finalità che nulla avrebbero a che spartire con la formazione professionale siciliana.

Il Governo Crocetta, nelle scorse settimane, ha annunciato che la seconda annualità dell’Avviso 20-2011 non sarebbe stata finanziata. Con i 420 milioni di euro che dovrebbero arrivare da Roma, il Governo regionale vorrebbe avviare un mega corso di riqualificazione di tutto il personale della formazione professionale dell’Isola (circa 10 mila addetti) per cinque mesi. Per poi avviare un nuovo bando. In questi cinque mesi i dipendenti avrebbero dovuto percepire un’indennità pari a 600-800 euro al mese.

Ieri, però, come già ricordato, quest’impostazione del Governo Crocetta è stata smentita dalla quinta Commissione legislativa dell’Ars. Il testo approvato ieri è stato elaborato e presentato dal presidente della citata Commissione, Marcello Greco (Democratici riformisti per la Sicilia) e dai parlamentari Mario Alloro ( Pd), Anthony Emanuele Barbagallo (Pd), Mariella Maggio (Pd), Antonella Maria Milazzo (Pd), Roberto Di Mauro (Partito dei siciliani – Mpa), Giovanni Lo Sciuto (Partito dei siciliani – Mpa), Giovanni Greco (Partito dei siciliani – Mpa), e approvato all’unanimità.

La parola passa, adesso, alla Commissione Bilancio e Finanze.

Dietro questo pronunciamento della quinta Commissione legislativa dell’Ars c’è, anche, tra le righe, un messaggio a Confindustria Sicilia. Con grande arroganza, come ha scritto ieri il nostro giornale, pur non avendo alle spalle il consenso popolare, questa organizzazione imprenditoriale – che, detto per inciso, di imprenditoriale ha ben poco, se è vero che la Sicilia è ancora una Regione con l’economia che dipende, per il 90 per cento, dalla spesa pubblica – dopo essersi, di fatto, impadronita dell’assessorato regionale alle Attività produttive (con risultati estremamente modesti, se non risibili, dopo sei mesi di Governo), vorrebbe adesso mettere le mani su alcune società regionali e sulla formazione professionale.

La sensazione, insomma, è che Confindustria Sicilia si voglia impadronire di mezza Regione siciliana senza passare dal consenso popolare. E la cosa, alla politica siciliana – a quella politica che ha alle spalle il consenso popolare – non va proprio giù. Anzi.

Lunedì prossimo -cioè dopodomani, in occasione dell’avvio dei lavori della Commissione Bilancio e Finanze dell’Ars, il personale degli Enti di formazione professionale della Sicilia daranno vita a un sit-in davanti Palazzo Reale (o dei Normanni), sede del Parlamento siciliano. Con questa manifestazione popolare i dipendenti degli Enti chiedono alla  Commissione legislativa Bilancio e Finanze di avallare quanto già stabilito dalla Commissione Cultura dell’Ars.

PRECISAZIONE
Ad inizio articolo, abbiamo scritto che anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno votato del provvedimento che punta a rifinanziare l’Avviso 20-2011. E’ stata una svista. Come,infatti, si legge nel proseguimento dell’articolo, i grillini non fanno parte dei parlamentari che hanno proposto e votato a favore di tale provvedimento.
Chiediamo scusa ai parlamentari grillini e, soprattutto, ai lettori.
La precisazione viene messa in rete alle 10,15 del 20 aprile 2013.

 


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