Formazione: in pagamento l’Avviso 20/2011, ma resta la confusione

”Al via i pagamenti dell’Avviso 20/2011”, si leggeva ieri sui giornali. A dirla così, sembrerebbe che il Governo della Regione stia facendo il proprio dovere. Invece tale affermazione è vera solo in parte. Vediamo di capire che cosa sta succedendo.

Da ieri pomeriggio, nella sede del dipartimento regionale Lavoro, è stata avviata l’istruttoria relativa allo sblocco dei mandati di pagamento relativi alla prima trance di finanziamento. L’Avviso 20 – che risale al 2011 – prevede, al primo anno, un acconto del 50 per cento.

Ebbene, con un anno di ritardo, e cioè nel 2012, il Governo passato – per capirci, il Governo di Raffaele Lombardo, ‘alto’ esempio di sfascio amministrativo – ha erogato agli Enti solo la metà di questo 50 per cento. Perché? Perché i soldi non c’erano. Dove possano essere finiti i soldi del Fondo sociale europeo non si capisce: forse un giorno ce lo spiegherà la Corte dei Conti.

Dunque, l’anno passato il Governo Lombardo ha erogato solo la metà del primo acconto. E non a tutti: perché alcuni Enti sono rimasti a bocca asciutta.

Oggi il Governo di Rosario Crocetta sta erogando la seconda parte del primo acconto. E sta erogando anche il primo acconto agli Enti che l’anno scorso sono rimasti a secco. Di fatto, il Governo e la burocrazia, con in testa l’assessore Nelli Scilabra e la dirigente generale del dipartimento Formazione professionale, Anna Rosa Corsello, non stanno facendo nulla di speciale. Solo il loro dovere. Lavoro per il quale sono pagati. E anche bene. E lo stanno facendo con ritardo. Perché il Governo Crocetta si è insediato ai primi di novembre. Dunque i soldi stanno arrivando con tre mesi di ritardo. Un ritardo giustificato dal fatto che l’assessore Scilabra e la la dottoressa Corsello hanno ereditato i disastri del dirigente generale predecente, Ludocivo Albert.

La dottoressa ha approntato due gruppi di lavoro che dovranno provvedere all’emissione dei titoli di spesa. I dipendenti sono stati individuati dalla dirigente generale che detiene ad interim anche il Servizio gestione tra gli impiegati presso il dipartimento Lavoro.

Proprio ieri l’assessore regionale al ramo, Nelli Scilabra, ha confermato al quotidiano www.siciliainformazioni.com lo sblocco del pagamento del secondo dei pagamenti.

“Il Governo regionale sta rispettando gli impegni assunti nei confronti degli Enti e dei lavoratori – ha detto l’assessore – e sono sicura che anche gli Enti beneficiari rispetteranno gli obblighi assunti a salvaguardia dei livelli occupazionali e di accesso al lavoro da parte dei disabili”.

Vi sono, però, alcune cose che non convincono. Vediamole.

L’assessore sostiene che il Governo sta rispettando gli impegni, ma nulla dice in merito ai ritardi che sono da imputare all’amministrazione regionale. E vi diciamo il perché. Intanto lo scorso primo febbraio, come già scritto dal nostro giornale l’1 febbraio, l’amministrazione regionale non ha ottemperato alla pubblicazione dei mandati di pagamento sul sito istituzionale, come previsto dall’articolo 18 del Decreto legge 83 del 22 giugno 2012 convertito in legge 7 agosto 2012 n.134. La Ragioneria presso il dipartimento Istruzione e Formazione professionale ha pertanto dovuto rimandare indietro tutti i decreti di assegnazione delle somme a valere sull’Avviso 20/2011 emessi dopo il 12 agosto 2012. E questo di certo non è un ritardo da imputare agli Enti formativi colpiti dal temporaneo blocco nei pagamenti.

Quale la conseguenza? L’impossibilità di erogare la retribuzione, a oggi, al proprio personale dipendente. Ciò significa dunque che detti Enti sono inadempienti e, pertanto, soggetti a revoca dell’accreditamento? Secondo noi no, perché è la Regione a sbagliare, così come abbiamo già riferito in un articolo pubblicato sul nostro giornale il 2 febbraio.

Adesso si accavallano due momenti: da un lato alcuni Enti che attendono ancora, per l’appunto, l’erogazione della prima parte del primo acconto; dall’altro, vi sono Enti che si accingono a presentare la richiesta della seconda parte del primo acconto. Un grande casino amministrativo.

Sull’argomento, abbiamo raccolto la dichiarazione del responsabile regionale del settore formazione professionale della Uil Scuola, Giuseppe Raimondi. “Tutti i mandati, che derivano da decreti firmati prima del 12 agosto – ci dice Raimondi – sono stati istruiti e probabilmente già pubblicati sul Sistema di gestione online dei titoli di spesa chiamato SIC. Buona parte dei decreti sono successivi al 12 agosto e presentano l’obbligo di pubblicità come stabilito dalla norma nazionale”.

Raimondi tiene a precisare la posizione della propria organizzazione sindacale sui diversi temi lanciati dall’assessore Scilabra in merito ai ritardi nei pagamenti degli stipendi ai lavoratori e sulla vicenda degli Enti inadempienti. “Rilevo, da questo punto di vista, la criticità incontrata nell’accensione della polizza fideiussoria che ha costituito causa di ritardo nella concessione del finaziamento per diversissimi Enti formativi. Il meccanismo, come più volte ribadito, messo in campo dal precedente Governo, è una follia, tanto più che il Vademecum per l’attuazione del Piano operativo Fondo sociale europeo Sicilia 2007/2013 prevede il pagamento, da parte dell’amministrazione, di un acconto pari al 50 per cento in favore degli Enti gestori dell’Avviso 20/2011”.

“La Uil, su questa vicenda – precisa ancora il sindacalista – aveva illustrato, con ampio anticipo, quello che sarebbe successo sia ai componenti della Commissione parlamentare Bilancio e Finanze, sia a quelli della Commissione Lavoro e Cultura dell’Assemblea regionale siciliana”.

Raimondi rafforza la nostra tesi sui ritardi, riportata dai precedenti articoli, e sulla responsabilità dell’amministrazione regionale in ordine alla lentezza nei pagamenti: ritardi che non possono ricadere sugli Enti e, quindi, sui lavoratori che subirebbero la mobilità per il licenziamento.

Secondo il responsabile regionale della Uil scuola per la formazione, è proprio la decisione del Governo precedente di emettere mandati di pagamento derivanti da 680 decreti di finanziamento ad avere provocato questi ritardi. “Tengo a rilevare – sottolinea Raimondi – che tutti i parlamentari della scorsa legislatura, componenti delle Commissioni Bilancio e Lavoro all’Ars, informati per tempo, non hanno prodotto alcuna iniziativa valida per chiedere al Governo Lombardo di semplificare la procedura”. Questa si chiama responsabilità politica!

Abbiamo poi toccato con Raimondi un altro tema, oggetto di nostro approfondimento del 6 febbraio di quest’anno dal titolo: Formazione, perché deve restare pubblica. E cioè quello della presenza contestuale, nell’Avviso, 20/2011, di Enti e associazioni senza finalità di lucro da un lato e di società di capitali dall’altro. Una vera e propria disuguaglianza, a nostro avviso, causata dalla scellerata scelta del famigerato trio delle meraviglie LAC (Lombardo, Albert, Centorrino) di privatizzare il settore formativo.

Per il sindacalista della Uil Scuola “la principale caratteristica della legge regionale 24 del 6 marzo 1976 è che gli Enti strumentali della Regione fossero senza scopo di lucro. Pertanto – prosegue Raimondi – occorre accertare con chiarezza la responsabilità nel ritardato pagamento delle retribuzioni agli Enti. Non si può colpevolizzare l’Ente gestore per ogni ritardo che non è direttamente imputato al malfunzionamento dello stesso, pur permanendo l’obbligo alla regolarità contributiva per evitare l’interruzione dei flussi finanziari. Oppure ogni ritardo accumulato dall’amministrazione regionale, nella chiusura delle rendicontazioni e conseguente vincolo delle fideiussioni (come nel caso del comparto Obbligo istruzione e formazione), non consentirebbe, di certo, agli Enti di garantire il regolare pagamento delle retribuzioni. Per cui o a questi Enti si chiede con chiarezza che si trasformino in società di capitale, oppure bisogna ragionare”.

Noi di LinkSicilia lo abbiamo con chiarezza detto più volte e restiamo convinti che la formazione professionale debba restare pubblica. Ciò significa che la Regione ha il dovere, e quindi il compito, di erogare una formazione di qualità, efficace ed efficiente attraverso Enti strumentali con una disciplina normativa chiara, rafforzata da un sistema di controlli appropriato. Raccogliamo la proposta della Uil Scuola sull’argomento. “Chiediamo al governo Crocetta, prima di battere certe strade, un incontro in sede tecnica. Siamo un sindacato di proposte e non di rottura, e su questa delicatissima partita, ribadisco, rivendichiamo la necessità di un confronto aperto e leale in sede tecnica per trovare le adeguate soluzioni. Pretendiamo altresì – conclude il sindacalista – che tutti quegli Enti che violano le norme contrattuali, le leggi sul lavoro e ogni disposizione impartita dall’assessore regionale alla Istruzione e Formazione professionale siano duramente perseguiti in maniera che, all’interno del settore, si possano definire quali sono gli Enti virtuosi e quali, invece, meritino l’espulsione dal sistema”.

 


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