Formazione: accordo raggiunto, riparte l’attività formativa, soddisfatti Enti e sindacati

Definito l’accordo sull’attività formativa 2013/2014 che taglia lo stanziamento da 286 milioni a 216. Risparmio dovuto al taglio del 10 per cento trasversale della spesa destinata alla seconda annualità dell’Avviso 20/2011 sia per l’ambito Forgio (formazione destinata ai giovani) che per l’ambito Fas (formazione per detenuti, disabili e fasce deboli della popolazione) che dovrebbe toccare indistintamente tutti gli enti formativi interessati. Spese per allievi e trasporto resteranno a carico dell’amministrazione regionale che provvederà alla copertura attraverso le cosiddette economie di spesa (risparmi per minori spese tratti dall’attività formativa finanziata con l’Avviso 20/2011).

Inoltre, individuata la scadenza per la presentazione dei progetti esecutivi che è prevista per l’8 luglio prossimo. Sulla polemica riguardante il mancato finanziamento del terzo ambito dell’offerta formativa, la cosiddetta Formazione Continua e Permanente (F. C. e P.), il Governo, compiendo un sensibile passo indietro (e meno male), ha assunto formale impegno di destinare una congrua quota di risorse per rifinanziare il segmento altamente qualificativo per la specifica formazione erogata, con un apposito bando agganciato alla legge n.236 del 19 giugno 1993.

L’assessore regionale per l’Istruzione e la Formazione professionale, Nelli Scilabra, con un dietro front a tutto tondo, si è di fatto rimangiata la direttiva n.2247 dello scorso 30 maggio, avendo dovuto rilevare un sostanziale cambiamento delle “carte in tavola”.

Sulla decisione assunta, a nostro avviso, mal volentieri dal giovane assessore, riteniamo vi siano i “buoni consigli” del presidente della Regione, Rosario Crocetta, il quale dopo aver assunto le redini della vertenza e vedendo incontro alle istanze delle parti sociali, ha opportunamente istruito il proprio assessore sul da farsi, in un ripristinato clima di cordiale e fattiva collaborazione con associazioni degli enti formativi e sindacati.

Grazie all’accordo raggiunto, le parti hanno assunto reciproci impegni in un clima generale di soddisfazione e distensione. Dal comunicato congiunto, Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola, hanno dichiarato che “si conferma l’impegno delle parti all’abbattimento della spesa e all’innalzamento qualitativo della formazione professionale con il mantenimento dei livelli occupazionali.

Le parti hanno condiviso il percorso per l’immediato avvio delle nuove attività e si sono aggiornate per affrontare le questioni relative all’Oif, alla Formazione continua e permanente e alla garanzia dell’offerta formativa sul territorio di Caltanissetta”.

Mentre per la vicenda legata al personale in atto licenziato con la procedura disciplinata dalla legge n.223 del 23 luglio 1991, i sindacati confederali e lo Snals Confsal fanno sapere che “sarà convocato apposito tavolo per la soluzione di tutte le problematiche occupazionali già prodotte in passato. Le parti sociali hanno espresso soddisfazione per l’importante passo percorso verso il riordino del settore della formazione professionale e sono certi che l’Amministrazione rispetterà in tempi brevi l’impegno assunto per il superamento della situazione emergenziale relativa ai pagamenti”.

Ripercorriamo i passaggi salienti dell’accordo raggiunto dopo quasi sei ore di trattativa e che ha registrato anche momenti di tensione tra le parti su alcuni passaggi importanti strettamente connessi con la salvaguardia dei livelli occupazionali.

La seconda annualità, dicevamo, sarà finanziata con 216 milioni di euro per effetto del taglio del 10 per cento trasversale secondo quanto deciso nel tavolo trilaterale di ieri. La spesa relativa alla voce allievi e spese di trasporto, pari a circa 20 milioni di euro, sarà coperta dal Governo regionale con risorse prelevate dalle economie di gestione. Così come il costo dell’insegnante di sostegno (figura specialistica di supporto in aula agli allievi disabili) sarà coperta dall’amministrazione regionale con risorse attinte dalle economie di gestione.

Non saranno rieditati corsi di formazione che scenderanno sotto la soglia di 5 allievi per l’ambito Forgio e di 3 allievi per l’ambito Fas. Non saranno finanziati i corsi non avviati nella prima annualità, le risorse confluiranno nella voce economie. Salta la penalità relativa all’utilizzo dei docenti in base alla professionalità, misura resa necessaria per garantire un migliore utilizzo del personale dell’area erogazione (docenti) ai fini delle garanzie occupazionali.

Resta la penalità e la decurtazione in proporzione del finanziamento per i casi di ritiro definitivo degli allievi. Il costo unitario standard resterà a 129 euro di costo ora/allievo, suddiviso in 110 euro quale quota personale e 19 euro quale quota gestione (spese reali).

La Formazione continua e permanente sarà finanziata con apposito bando agganciato alla legge 236/93. Il personale che resterà senza utile collocazione per via del taglio, si stima possa attestarsi intorno alle 300 unità, sarà ricollocato, attraverso il tavolo trilaterale, presso altri enti formativi privi della figura.

Per il personale licenziato precedentemente, il Governo regionale ha assunto l’impegno al tavolo trilaterale di ieri, di riallocare la platea dentro l’Albo regionale di cui alla legge regionale n.24 del 6 marzo 1976. Operazione che dovrebbe essere attuata attraverso l’applicazione della procedura di cui alla Circolare assessoriale n.10 del 1994. Tale personale dovrebbe essere utilizzato, entro tempi brevi secondo quanto sostenuto dall’esecutivo, in percorsi di riqualificazione con l’utilizzo di risorse attinte dal Piano giovani o in progetti speciali che dovrebbero essere attuati dall’amministrazione regionale direttamente o con la formula “in house”.

In tema di Sportelli multifunzionali il Governo ha assunto l’impegno di garantire la prosecuzione delle attività per ulteriori sei mesi attraverso la pubblicazione di un nuovo bando destinato a colmare il buco temporale che dovrebbe portare l’esecutivo a riformare le politiche attive del lavoro in Sicilia con la trasformazione degli enti formativi in Agenzie del lavoro. Scelta che, secondo quanto fanno sapere ambienti vicini al Governo, dovrebbe favorire l’aggancio del servizio formativo alla nuova programmazione comunitaria 2014/2020.

 

 


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