Floriano-show e il Palermo cala il poker Monologo rosa contro un Nola assente

Probabilmente avrà ascoltato le parole di Pergolizzi il quale, nella conferenza pre-gara, aveva detto che Floriano da ora in poi avrebbe fatto la differenza. Così è stato. L’esterno offensivo rosanero non ha tradito le aspettative del tecnico e con una tripletta (la sua seconda in carriera) e un assist ha lasciato una traccia indelebile nel match casalingo vinto dalla capolista per 4-0 contro il Nola. Un successo importante per la classifica, nonostante il margine di sette punti con il Savoia rimasto invariato, e soprattutto per il morale del gruppo dopo la sconfitta rimediata domenica scorsa a Licata. Floriano, particolarmente ispirato e in grado con le sue accelerazioni di mandare in tilt i meccanismi difensivi dei campani, è stato il trascinatore della squadra nell’ambito di una gara praticamente a senso unico.

Giusto riconoscere i meriti dei padroni di casa che con qualità e contenuti hanno condito la quinta affermazione di fila al Barbera (e la quarta consecutiva senza subire reti) con un gioco finalmente convincente ma sul piatto della bilancia vanno messe anche le defaillance di un avversario che, di fatto, non è mai entrato in partita. Il fattore spensieratezza, risorsa attraverso la quale la compagine di Esposito avrebbe potuto mettere in difficoltà un Palermo costretto a convivere con un certo tipo di pressioni, si è rivelato un boomerang per i bianconeri. Troppo fragili – fotografia obiettivamente in contrasto con il rendimento recente della squadra seconda solo alla capolista nelle precedenti dieci giornate di campionato e con otto gol realizzati nelle ultime due sfide – deconcentrati e molli come atteggiamento complice la tranquilla posizione in classifica. Il fatto che Pelagotti non abbia dovuto compiere alcun intervento dà la misura della prestazione da dimenticare offerta da un Nola che, composto da diversi giocatori non abituati ad esibirsi su palcoscenici come quello del Barbera, inconsciamente è come se avesse perso prima ancora del fischio di inizio.

«Troppo forte il Palermo per noi, pensiamo alla prossima partita» sembra il meccanismo scattato nella testa dei campani, costretti in ogni caso a fare i conti con la voglia di riscatto di un avversario affamato di punti. E che quando riesce ad incanalare la gara sui binari più congeniali, anche in virtù in questo caso di un assetto che non snatura l’identità della squadra (Ricciardo si vede che non è ancora in condizione ma la presenza di un centravanti puro rientra in questo Palermo nell’ambito di scelte che hanno comunque una logica) non dà scampo agli altri in questa categoria. Tra tante note liete, comunque, ce n’è anche una stonata e corrisponde alla mancanza di cinismo sul punteggio di 2-0. Il Palermo nel secondo tempo ha creato almeno sette palle gol nitide (due capitate sui piedi di Felici a segno oggi per la prima volta nel 2020) e avrebbe potuto vincere con un risultato ancora più largo del 4-0 se non avesse sprecato le occasioni per mancanza di lucidità o per imprecisione. E se sul 2-0 gli ospiti avessero segnato casualmente un gol? La partita si sarebbe clamorosamente riaperta e, magari per alcuni tratti, l’inerzia si sarebbe spostata dalla parte del Nola. Avvertimento, dunque, per l’immediato futuro: le gare vanno chiuse al momento opportuno senza concedere all’avversario ormai al tappeto la possibilità di rialzarsi. Si tratta di dettagli ma sono proprio i particolari a fare la differenza.


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