Elezioni comunali in Sicilia: il giorno della verità

C’è la sfida tra Pd e Megafono, tutta interna al centrosinistra. C’è l’Udc che, forse dopo la disastrosa alleanza con Mario Monti, si vorrebbe riprendere la propria identità di formazione politica di centro. C’è il centrodestra siciliano che torna ad unirsi dopo anni di incomprensioni. C’è Antonio Ingroia che, nonostante la battuta d’arresto alle recenti elezioni politiche nazionali, riparte proprio dalla Sicilia.

Insomma c’è di tutto e di più in questa prima tornata elettorale delle elezioni comunali siciliane che si conclude oggi. Ricordiamo che i seggi resteranno aperti fino alle 15,00. Poi si apriranno le urne. E inizierà la conta dei voti.

Si vota, lo ricordiamo ancora una volta, in 142 Comuni. Normale che l’attenzione sia rivolta ai quattro capoluoghi di provincia: Catania, Messina, Siracusa e Ragusa.

Nella Città Etnea la sfida sembra circoscritta tra il candidato di centrosinistra, Enzo Bianco, grande favorito (anche perché appoggiato da tutti i partiti che fanno parte del Governo regionale di Rosario Crocetta) e il Sindaco uscente di centrodestra, Raffaele Stancanelli. L’amministrazione di quest’ultimo non ha brillato, ma in suo sostegno c’è, compatto, tutto il centrodestra. Elemento, questo, da non sottovalutare.

Anche a Ragusa e a Messina il centrosinistra si presenta unito. A Siracusa, invece, l’Udc, che in Sicilia è capeggiato dal Ministro Giampiero D’Alia, si presenta con il centrodestra.

Ma la vera ragione di un possibile scontro interno al centrosinistra – e segnatamente tra Pd siciliano e Megafono, il Movimento del presidente della Regione, Rosario Crocetta – si misurerà a Partinico, a Licata e a Piazza Armerina dove queste due formazioni politiche appoggiano candidati diversi.

Piaccia o no, queste elezioni rappresenteranno un test per la maggioranza un po’ litigiosa che governa la Sicilia. Le spaccature ci sono già. Anche piuttosto profonde. Tra Pd e Megafono. Ma anche tra il presidente Crocetta e l’Udc. I motivi di queste divisioni in parte sono noti, in parte restano sottotraccia. E non è detto che possano ricomporsi al secondo turno.

Poi ci sono le divisioni interne a queste forze politiche. E, nel caso dell’Udc, una possibile rivisitazione di una linea politica fino ad oggi perdente.

Nel Pd siciliano, dopo il passaggio elettorale, ci dovrebbe essere un chiarimento politico. Che diventerà rovente se il Partito perderà consensi anche questa volta (Il pd siciliano viene già da due pesanti sconfitte: 200 mila voti in meno circa alle regionali dello scorso ottobre e 250 mila voti in meno alle recenti elezioni politiche).

Non va meglio nel Megafono. Dove, dopo il passaggio elettorale, si attende un chiarimento politico a 360 grado. Con lo stesso Crocetta che dovrà spiegare ai suoi perché un’esperienza ovvero il Megafono – presentata come autonoma è stata trasformata, dallo stesso presidente della Regione, in una costola del Pd siciliano, per giunta in simbiosi con uno dei personaggi più controversi della politica siciliana: il senatore Giuseppe Lumia, mal sopportato dalla base del Megafono.

Non va meglio nell’Udc siciliana. Partito che, prima dele elezioni ha scelto di stare nel centrosinistra e in alternativa al Pdl e che, adesso, a Roma, si ritrova al Governo con lo stesso Pdl. Scherzi del destino. Ma anche scelte politiche da rivedere. Soprattutto in Sicilia. Dove l’alleanza con il centrosinistra – che sta governando molto male la Regione – non porta molti consensi agli ex democristiani.

La grande sorpresa potrebbe arrivare dal Movimento 5 Stelle. Entrati lo scorso ottobre – ovviamente per la prima volta – all’Ars, i grillini hanno dimostrato grande maturità politica e parlamentare e grande volontà. Sfruttando, anche, le divisioni del centrosinistra potrebbero assestare qualche colpo gobbo, conquistando qualche Comune. Potrebbe essere così ad Ustica. Anche se la vera sorpresa potrebbe arrivare da Pantelleria, dove i grillini hanno messo su un gruppo di lavoro che sembra essere stato molto apprezzato – per la serietà e per i programmi – dagli aoltre 7 mila abitanti dell’isola.

In ogni caso, la vera scommessa dei grillini non sta tanto nella conquista di qualche Sindaco, ma nel fare proseliti in ogni Comuni e raccordare l’azione dei futuri consiglieri comunali con quella del gruppo parlamentare all’Ars. Il Movimento 5 Stelle ha presentato candidati a Sindaco in 40 dei 142 Comuni dove si vota. Beppe Grillo, nel suon tour siciliano, non è andato nelle grandi città, ma solo nei medi e piccoli centri. Le sorprese, oltre che Ustica e Pantelleria, potrebbero arrivare dalla provincia di Caltanissetta, dove il capogruppo dei grillini all’Ars, Giancarlo Cancelleri, è molto conosciuto, o dalla provincia di Agrigento.

Da non sottovalutare il centrodestra. Questo schieramento politico, piaccia o no, senza le divisioni, è molto forte. E lo ha dimostrato alle recenti elezioni politiche nazionali, quando ha sbaragliato il centrosinistra. Tra l’altro – fatto tutt’altro secondario – i candidati di questo schieramento politico avranno il supporto del Governo nazionale e, in particolare, del Ministro dell’Interno, il siciliano Angelino Alfano.

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C’è la sfida tra pd e megafono, tutta interna al centrosinistra. C’è l’udc che, forse dopo la disastrosa alleanza con mario monti, si vorrebbe riprendere la propria identità di formazione politica di centro. C’è il centrodestra siciliano che torna ad unirsi dopo anni di incomprensioni. C’è antonio ingroia che, nonostante la battuta d’arresto alle recenti elezioni politiche nazionali, riparte proprio dalla sicilia.

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