Elezioni a Noto: Perna, la scommessa dei Cinquestelle «Prima esperienza in politica, ma ho un’ottima squadra»

Candidatura in rosa per il Movimento cinque stelle a Noto. Si chiama Francesca Sara Perna, ha 49 anni e, negli ultimi tre, è tornata a vivere nella cittadina siracusana. Presidente del comitato per il recupero della ferrovia Noto-Pachino e membro del direttivo del Wwf Val di Noto, nel suo passato non ci sono attività politiche o amministrative.

Perché ha scelto di candidarsi a sindaco?
Ho scelto di candidarmi perché penso di poter contribuire attivamente al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, puntando sul lavoro di squadra del M5s di Noto.

Quali sono i punti centrali del suo programma? A che cosa non può più rinunciare Noto?
La città ha un grande bisogno di sicurezza e legalità. Le periferie sono nel degrado e in alcune strade ci sono delle buche che sembra di stare a Beirut dopo i bombardamenti. Noi faremo in modo che i cittadini possano trovare un centro di vita in ogni quartiere. Poi vogliamo valorizzare il settore agricolo e incentivare il commercio di prodotti locali a chilometro zero, per contrastare la disoccupazione giovanile. E portare avanti il recupero della ferrovia Noto-Pachino, attraverso la creazione di una pista ciclabile, e la trasformazione delle vecchie infrastrutture in punti vendita di prodotti enogastronomici locali d’eccellenza. Destagionalizzare il turismo, valorizzando quello sportivo e archeologico-naturalistico, è un altro punto centrale.

Qual è la figura politica o tecnica (nazionale o internazionale) a cui si ispira?
Non mi ispiro a nessuno in particolare, ma cerco di guardare sempre a quello che si fa nel resto dell’Italia e anche all’estero, specialmente nei posti dove c’è una grande attenzione per il paesaggio.

In caso non riuscisse ad andare a ballottaggio, con chi si alleerebbe nel secondo turno?
Noi non possiamo allearci con nessuno, andremo avanti da soli. Se i cittadini vorranno credere in noi andrà benissimo, altrimenti continueremo a essere attivi nel territorio, ma in altro modo.

Elenchi le prime tre cose che farebbe appena eletto primo cittadino.
Credo che la città abbia bisogno di cose normali e non di miracoli. Quindi inizierei a provvedere all’impianto idrico, che è veramente da terzo mondo tanto che la cittadinanza non ha l’acqua diretta 24 ore su 24. Poi penserei a fognature e depuratori funzionanti e a una raccolta differenziata semplice e redditizia.

Qual è l’avversario che teme di più?
Non temiamo nessuno perché vengono tutti dalla vecchia politica, sempre uguale a se stessa da 30 anni: un vice sindaco, un presidente del consiglio comunale che continua ancora a farlo, un consigliere. Tutte persone che sono state complici della precedente amministrazione. Inoltre, i miei avversari corrono per palazzo Ducezio con liste civiche perché si vergognano dei partiti di cui fanno parte, mentre noi del M5s siamo l’unica forza politica in campo.

Un pregio e un difetto della precedente amministrazione.
Il pregio è stata la capacità di capire l’importanza della stampa, dei social network per comunicare le cose che vengono fatte. Il difetto è stato concentrare l’attenzione solo nella via centrale della città, trascurando tutto il resto e non coinvolgendo i cittadini nelle scelte.

Lei vive a Noto solo da pochi anni. Non è un po’ presto per diventarne la prima cittadina?
Innanzitutto voglio ribadire che io mi sento netina e, anche se ho vissuto a Roma per molti anni per motivi di lavoro, trascorrevo a Noto sei mesi l’anno finché, tre anni fa, mi sono trasferita stabilmente. Quindi, posso dire di conoscere molto bene la realtà del territorio, tanto che sono stata pronta a segnalare e denunciare le cose che non andavano e a complimentarmi per quelle ben fatte.

Lei stessa ha dichiarato di non avere nessuna precedente attività politica né esperienza amministrativa. Non è preoccupata di scendere in campo proponendosi direttamente come sindaca?
Sono arrivata alla politica quasi per caso, non ho mai avuto manie di protagonismo. Non tutti nascono amministratori, ma non sono preoccupata perché ho alle spalle una squadra fatta di persone preparate.

In che modo il M5s ha inciso in città negli ultimi cinque anni? Quali battaglie avete portato avanti? 
Sono diverse, soprattutto per l’ambiente e per la legalità. Per esempio, abbiamo denunciato la situazione della discarica di Stallaini, quella del depuratore di Contrada Passo Abate, che poi è stato posto sotto sequestro, e quella dell’ospedale Trigona su cui c’è anche stata un’interrogazione parlamentare. 


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