Dialogo sulla cultura a Catania

“Noi vogliamo proporre dialogo e collaborazione”. Queste parole, affidate alla portavoce di Astratti Furori, potrebbero riassumere le intenzioni del gruppo che si è riunito stamani all’assessorato alla Cultura del comune. Stamattina Step1, Astratti Furori, Marforio, Villaggio Maori, membri del gruppo Iarba e del Piccolo Teatro, oltre a Umberto Naso (docente dell’Accademia delle Belle Arti) e Antonio Pioletti (professore della Facoltà di Lingue) hanno preso parte ad un incontro auto-convocato per discutere della situazione della cultura a Catania.

Il luogo scelto, l’Assessorato alla Cultura, è simbolico poiché proprio in quelle stanze numerose volte gli addetti ai lavori si sono incrociati nel tentativo di ottenere risposte, aiuto e ascolto da parte delle istituzioni. E sono proprio le istituzioni che anche questa volta sono assenti. L’Assessore Maimone, a causa di impegni precedentemente presi, non ha potuto prendere parte all’incontro, e l’intermezzo con una sua collaboratrice ha scatenato l’amara ilarità dei presenti. Se per un verso si dichiarava che l’Assessore, “sempre interessato ai problemi che riguardano la cultura a Catania”, aveva già incontrato Nino Romeo (di Camera Teatro Studio), quest’ultimo rispondeva che tale incontro non è mai avvenuto. Date le condizioni in cui versano le casse comunali, la funzione che assume Maimone si limita – per Romeo – a quella di dire “non ci sono soldi”. “Soltanto dimettendosi il dott. Maimone potrebbe dare un segnale forte”. Cosa che fu richiesta anche al suo predecessore Sardo. Ma neanche allora la richiesta fu accolta.

Luisa Fiorello, a rappresentanza del Piccolo Teatro, che quest’anno compie 40 anni di attività teatrale, tiene a sottolineare che “il capitolo di bilancio dedicato alla cultura è stato azzerato subito dopo l’elezione della giunta Scapagnini. È possibile che in 7 anni non si è riusciti a trovare dei fondi? Certo é che l’assessore si trova in un periodo difficile per la cultura a Catania; noi non ce l’abbiamo con lui come persona, ma come facente parte dell’Amministrazione”. Il Piccolo Teatro, così come le altre compagnie teatrali catanesi, hanno sempre invitato le autorità ad assistere ai loro spettacoli, ma i posti a loro riservati sono sempre rimasti vuoti. A questo punto, l’Assemblea si è chiesta: come fa ad esserci dialogo se una delle parti non vuole ascoltare? Con grande amarezza Luisa Fiorello si è rivolta soprattutto ai giovani presenti facendo notare che dopo 40 anni di lavoro si ritrovano di volta in volta a dover spiegare chi sono, cosa fanno, dove lavorano.

La collaborazione con l’Università, e quindi con i siti studenteschi, sembra essere una delle soluzioni migliori per dare nuovi spazi e nuove idee alla cultura. In tal senso il prof. Pioletti ricorda come, qualche decina di anni fa, fosse molto attivo e di forte impatto a livello cittadino e nazionale il CUC (Centro Universitario Cinematografico), “un circuito che permetteva fruizione e produzione”. Una rinascita e un’evoluzione di un progetto del genere, assieme a un possibile CUT (Centro Universitario Teatrale) e ad un CUM (Centro Universitario Musicale), potrebbero dare nuova linfa al sistema culturale. “Si partirebbe da esperienze che stanno germogliando”, afferma Pioletti riferendosi alle iniziative del Monastero dei Benedettini di Fuori Corso (organizzato da Lettere) e dei Medialab (attivati da Lingue).

Il consenso da parte dei partecipanti è unanime, tanto da voler stabilire un calendario di incontri per discutere e attuare le prime proposte concrete che valorizzino lo scenario artistico-culturale catanese, attraverso l’informazione, l’attuazione di idee e un senso comune di collaborazione.


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