Da qualche anno, sotto la spinta poco nobile di certa politica rivendicazionista, in maniera sicuramente rozza, è stata sottoposta a feroce critica l'interpretazione della storia siciliana fatta propria e coltivata dalla grande letteratura isolana, cioè quella di una sicilia immobile, dominata da un continuismo storico nemico del progresso. Al paradigma del trasformismo gattopardesco ha contrapposto il classico refrain del vittimismo di stampo sicilianista.