Crocetta ter: Governo regionale del cambiamento? No. Governo delle poltrone

NEGATIVO IL GIUDIZIO DI UN’ALTRA STORIA E DEL MOVIMENTO 5 STELLE ALL’ARS

Il Governo Crocetta ter? Non è il Governo del cambiamento. parola di Alfio Foti e Giovanni Ferro, esponenti di punta di Un’Altra Storia, il Movimento che fa capo a Rita Borsellino.

“La drammatica crisi economica, politica e istituzionale che attraversa la nostra Regione – dicono Foti e Ferro – non ha precedenti e non è certo una nuova compagine governativa, per altro in assenza di un programma capace di affrontare queste emergenze, che potrà dare risposte adeguate”.

Per i due esponenti del Movimento di Rita Borsellino, il Crocetta ter “è un Governo, come i precedenti, di mera sopravvivenza di un ceto politico che risponde a specifici interessi, senza lasciare intravedere alcuna speranza di sviluppo per la nostra Regione”.

Quindi le considerazioni finali di Foti e Ferro: “Per cambiare davvero occorre un profondo rinnovamento della politica in Sicilia che prenda decisamente le distanze da una antimafia urlata e di facciata su cui Leonardo Sciascia – è giusto riconoscerlo – aveva già detto tutto”.

Negativo anche il giudizio politico del Movimento 5 Stelle a Sala d’Ercole:

“Ha vinto la politica dell’interesse, hanno perso gli interessi della politica, Qui nessuno vuole andare a casa. Sono attaccati allo scranno col Bostik”.

Insomma, per i grillini dell’Ars la mozione di sfiducia a Crocetta respinta ieri da Sala d’Ercole “ha visto prevalere gli interessi personali dei deputati”.

“Pensare che i parlamentari decidessero autonomamente di tornare a casa era arduo – aggiungono i parlamentari del Movimento 5 Stelle – ma speravamo, almeno fino a qualche giorno fa, in un rigurgito di coerenza da parte di chi, per mesi, non ha perso occasione per sparare a palle incatenate sul governo. Non è successo, ne prendiamo atto. Speriamo soltanto che ne prendano atto anche i Siciliani e che se ne ricordino dentro le cabine elettorali”.

La bocciatura della mozione per i parlamentari Cinquestelle è una grande occasione persa per la Sicilia, che dovrà fare i conti con un esecutivo che nasce già pieno di cerotti.

“I numeri finali – affermano i deputati – dicono chiaramente che il nascituro Governo non ha una maggioranza e sarà costretto a navigare a vista in una mare che si annuncia in burrasca. Il fatto che il fronte del ‘no’ abbia dovuto raccattare poco elegantemente anche i voti di Ardizzone e Crocetta la dice lunga in tal senso”.

“Per i Siciliani, quindi – concludono i grillini – niente di buono all’orizzonte. Speriamo soltanto che, spartitesi le poltrone, il PD la smetta una volta per tutte con le eterni liti che hanno paralizzato l’attività legislativa finora. Fuori dal Palazzo c’è una folla di persone che aspetta risposte e che ne ha piene le tasche dello spettacolo indecoroso che finora è stato dato”.

Nota a margine

In effetti, come scriviamo in altra parte del giornale, il voto del presidente della Regione in favore di se stesso, e – soprattutto – il voto del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, rappresentano i due volti di una medesima caduta di stile.

Foto tratta da blogiodonna.it


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