«Il mondo culturale viaggia a velocità allucinanti». Per questo, secondo il registra teatrale, occorre fare un passo indietro e dare maggiore spazio a chi potrebbe apportare nuove idee. Magari ripensando anche al sistema dei finanziamenti. Anche se i problemi della crisi, ricaduti inevitabilmente sul settore, «non si sta nemmeno pensando di risolverli»