Chi era Riccardo Savona, il decano dei deputati regionali Gli inizi nell’Udc, gli anni in Forza Italia e le grane giudiziarie

È morto stamattina Riccardo Savona, presidente della commissione Bilancio dell’Ars. Cinque volte deputato regionale, eletto tra le fila di Forza Italia, con un passato in Udc e Alleanza Nazionale, Savona si è spento a 70 anni a causa di una grave malattia, proprio nella mattinata in cui si celebrava ultimo atto della legislatura per il parlamento siciliano. 

Una seduta, quella dell’Ars, conclusa tra le lacrime di commozione del presidente Gianfranco Miccichè, che ha dato notizia ai colleghi dell’aggravarsi delle condizioni del deputato, ricoverato da diversi giorni all’Ismett di Palermo. Un anno difficile per Savona, rinviato a giudizio a maggio insieme alla moglie Maria Cristina Bertazzo per una vicenda legata alla gestione dei fondi per alcuni corsi di formazione professionale e messo anche a dura prova dal Covid, che è riuscito a superare in tempo per tornare in Assemblea per la discussione sul Bilancio e la votazione dell’Esercizio provvisorio. 

Direttore di banca, approdato nei palazzi della politica alle porte dei cinquant’anni, Savona è stato anche vicesindaco e assessore del comune di San Giuseppe Jato e consigliere al comune di Palermo sul finire degli anni Novanta. Nell’ultima legislatura all’Ars si era posto in una posizione di mediazione tra le varie fazioni di Forza Italia, avvicinandosi in particolare a quella dei filogovernativi, in luogo anche dei buoni rapporti con l’assessore al bilancio Gaetano Armao. Nella sua stanza, accanto alla Sala Gialla di palazzo dei Normanni è andata in scena la riunione tra gli assessori forzisti che ha sancito la prima vera frattura con Gianfranco Miccichè e parte del partito il giorno in cui l’Assemblea ha votato per la rimozione del fedelissimo di Musumeci, Tuccio D’Urso, da dirigente all’interno della macchina per l’emergenza Covid. 


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