Cga prende tempo, slitta decisione su Muos Protesta continua. Gli attivisti: «Estate di mobilitazione»

Bisognerà attendere ancora alcune settimane per conoscere il destino del Muos, l’antenna satellitare della Marina militare americana, realizzata a Niscemi, al centro di una controversa battaglia legale. Stamane, infatti, si è celebrata a Palermo l’udienza pubblica del Consiglio di giustizia amministrativa, chiamato a giudicare nel merito il ricorso del ministero della Difesa contro la sentenza del Tar che a febbraio ha bloccato gli impianti radar in contrada Ulmo, in provincia di Caltanissetta, perché «nocivi per la salute umana». Verosimilmente, si dovrà attendere la fine dell’estate perché il collegio si pronunci sul futuro del sistema di comunicazione del dipartimento della Difesa statunitense, che potrebbe anche essere demolito in caso di rigetto del ricorso. Ad ogni modo, i legali che assistono il comitato si dicono ottimisti anche perché nel frattempo non sono «sopravvenuti elementi nuovi».

Gli attivisti e gli abitanti di Niscemi potranno tirare così un sospiro di sollievo anche se non staranno a guardare e hanno già annunciato un’estate calda di mobilitazione, con incontri e manifestazioni dal 6 al 9 agosto in programma a Niscemi. «Essendo una causa istruita da tempo – ha detto l’avvocato Sebastiano Papandrea – siamo lievemente ottimisti, sia sui tempi della decisione che penso arriverà in tempi ragionevoli, dopo l’estate, sia sotto il profilo del’esito, perché nel giudizio di appello non è subentrato alcun elemento nuovo che possa far pensare a un cambiamento dell’orientamento del Cga». Fino ad allora, dunque, non sarà possibile conoscere il parere del collegio ma non dovrebbe mancare molto. 

«La decisione non sarà immediata – ha ribadito –  non verrà depositata oggi ma, verosimilmente, potrebbe arrivare tra fine luglio e inizio settembre». Nel corso dell’udienza, infatti, non sono stati presentati elementi nuovi, c’era pochissimo da discutere, la vicenda è stata ormai sviscerata in tutte le sue parti ad eccezione dell’integrazione di un documento. «Si tratta di una nota del comune di Niscemi del 2011, un carteggio con l’assessorato alla Salute, sulla questione Vinca, la valutazione di incidenza ambientale e l’impatto sulla salute umana». 

In caso di pronuncia positiva per il movimento sarebbe una vittoria perché fermerebbe il completamento del Muos e si potrebbe chiedere addirittura la demolizione delle opere, anche «se al momento è in atto il sequestro penale e non si potrebbe toccare e nemmeno demolire. Dovesse andare male – ha concluso – bisognerebbe comunque leggere la sentenza, ma si potrebbe tornare all’istruttoria di primo grado». Nell’attesa, il comitato No Muos, che stamane ha manifestato a colpi di fischietto e striscioni davanti la sede del Cga in via Cordova a Palermo, assieme al comitato mamme, non è intenzionato ad abbassare la guardia: «L’udienza di oggi – ha detto Antonio Rampulla, del comitato No Muos Palermo – conferma l’impegno della mobilitazione in questi anni da parte del movimento. Ad ogni modo, in attesa della sentenza, ci prepareremo a nuove iniziative di lotta. Dal 6 al 9 saremo a Niscemi per dire no al Muos, al militarismo e la partecipazione non deve scemare».


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