Catania, contro il Siena ti giochi una stagione Obiettivo finale di Pescara, Massimino sold out

17.527: questo il numero dei tagliandi acquistati ieri sera alle 20 dai sostenitori rossazzurri, in vista del ritorno della semifinale playoff contro il Siena. Un gesto d’amore dei tifosi che, così facendo, proveranno il Catania a compiere l’ultimo, fondamentale sforzo in vista della finalissima di Pescara di sabato prossimo: per farlo occorre solo vincere quella che, con tutta probabilità, sarà una vera e propria battaglia (sportiva) in campo. L‘1-0 con cui il Siena ha battuto gli etnei all’andata è un risultato che mette alle corde, costringendo i giocatori di Lucarelli a dare tutto quello che hanno in corpo, forse anche di più: occorrerà un successo con due o più gol di scarto per volare in finale, mentre una vittoria con una sola rete di margine rinvierebbe il tutto ai supplementari.

La gara d’andata, giocata mercoledì scorso, ha lasciato grande amarezza. La vittoria toscana è frutto del grave errore difensivo commesso in occasione della rete di Marotta, con Pisseri che precedentemente non era mai stato impegnato dagli attaccanti della Robur: parola d’ordine per stasera sarà quella di ritrovare il killer instinct sotto porta, evitando di gettare al vento le cinque occasioni divorate nella partita dell’Artemio Franchi. Mister Cristiano Lucarelli, per questo, sta valutando un cambio di modulo: rispetto alla solidità del 3-5-2 visto finora (col Catania che difensivamente subisce pochissimo), si potrebbe rivedere in campo il più sbarazzino 4-3-3, con l’avanzamento di Barisic sulla linea di Curiale e uno tra Russotto e Manneh dall’altra parte. In mezzo al campo dovrebbero essere riconfermati Lodi, Biagianti e Rizzo: terza linea con Blondett spostato a destra, come terzino.

Il Siena, come detto da Pietro Lo Monaco ieri in conferenza stampa, è un cliente ostico. Lo dimostrano i numeri che, addirittura, vedono i toscani come la migliore squadra di tutti i tre gironi di Serie C in trasferta: 11 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte per il Siena allenato da Michele Mignani, con 35 punti conquistati (due in più dei rossazzurri). Squadra solida quella bianconera anche se, nell’andata dei quarti di finale con la Reggiana, la sconfitta per 2-1 aveva messo in evidenza più di qualche incertezza a livello difensivo. «Loro hanno un piccolo gap di vantaggio – aveva sentenziato ieri il Direttore rossazzurro – la nostra gente potrà aiutarci a colmarlo»: non sarà facile, contro una squadra che, numeri alla mano, ha dimostrato di non avere alcun timore nelle partite fuori casa.

Le statistiche degli incontri tra Catania e Siena al Massimino autorizzano qualche timore: una vittoria a testa e ben sei pareggi, in uno scontro all’insegna dell’equilibrio anche per quanto riguarda le reti segnate. Dopo quattro pareggi tra Serie A e C, nel 2009 è arrivata la prima, clamorosa vittoria toscana: un 3-0 siglato da Maccarone, Ghezzal e Jarolim. Stesso identico punteggio con cui i rossazzurri, nel 2013, hanno liquidato i bianconeri di Cosmi: mattatore di giornata, in quel caso, è stato Gonzalo Bergessio, autore di una strepitosa tripletta in un’annata conclusasi con il record di punti e l’ottavo gol in Serie A.

Dev’essere anche questo dolce ricordo, assieme a un pubblico da record, a spingere il Catania a gettare il cuore oltre l’ostacolo: servirà freddezza e capacità di colpire, al momento giusto, un avversario che presumibilmente attuerà un piano ultra-difensivo (a dispetto del 4-3-1-2 con cui probabilmente si schiererà). Uniti si vince, come nella miglior tradizione rossazzurra: la speranza, stasera, è di scrivere un nuovo epico capitolo della settantennale storia del Catania.


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