Solo alcune centinaia di metri, ma che già fanno discutere. Utili a collegare la stazione centrale con la fermata Europa del passante ferroviario ma anche con la pista ciclabile del lungomare e, in futuro, con quella del viale Kennedy. Una striscia di appariscente vernice rossa che, stando al cronoprogramma, verrà completata entro il 23 maggio. […]
Foto di Dario De Luca
A Catania la nuova ciclopedonale sul marciapiede: il test tra curve, grate e dubbi futuri
Solo alcune centinaia di metri, ma che già fanno discutere. Utili a collegare la stazione centrale con la fermata Europa del passante ferroviario ma anche con la pista ciclabile del lungomare e, in futuro, con quella del viale Kennedy. Una striscia di appariscente vernice rossa che, stando al cronoprogramma, verrà completata entro il 23 maggio. Si tratta della nuova pista ciclopedonale di viale Africa, a Catania: un passaggio misto per bici e pedoni. L’infrastruttura, finanziata con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, rientra in un progetto complessivo per rafforzare la mobilità ciclistica nel capoluogo etneo, puntando sul collegamento tra le sedi universitarie e i nodi di interscambio.
Fondi per cinque milioni di euro suddivisi in più stralci in cui rientrano anche il collegamento ciclabile tra la stazione e piazza della Repubblica, lungo corso dei Martiri, ma anche quello tra la stazione ferroviaria Picanello e il dipartimento di Economia. Nel terzo stralcio rientrano i lavori, in corso in questi giorni per quasi 2 milioni di euro, della ciclabile lungo viale Africa e piazza Galate. Dove, stando al progetto, verrà realizzata «un’isola ciclabile». Che MeridioNews ha deciso di testare in bici.
Il test lungo la ciclopedonale di viale Africa
Nonostante il cantiere non sia ancora concluso, abbiamo testato buona parte del nuovo percorso, riconoscibile dalla vernice rossa a indicare le corsie. Partendo dall’uscita della stazione della metropolitana Giovanni XXIII, chi vuole raggiungere piazza Galatea in bici dovrà condividere la corsia con i pedoni percorrendo il marciapiede. Quest’ultimo, dopo decenni di abbandono e incuria, è stato ripristinato e allargato. Raggiunta piazza Galatea bisognerà svoltare a destra, percorrere una zona adibita a parcheggio delle auto e costeggiare il muro perimetrale della piazza, alle spalle del murale dedicato a Candido Cannavò. Quest’ultimo tratto sarà in condivisione con coloro che utilizzeranno l’infrastruttura in direzione opposta, cioè dalla fermata ferroviaria Europa alla stazione centrale.
Chi si muoverà in questo senso di marcia, arrivato al murale Cannavò, dovrà svoltare a destra e muoversi compiendo un poco agevole slalom in piazza Galatea, come indicato dalla corsia rossa, fino al marciapiede opposto. Da questo punto in poi ci sarà una corsia dedicata esclusivamente ai ciclisti, protetta con dei cordoli laterali e sulla carreggiata, almeno fino alla futura cittadella giudiziaria. Qui bisognerà utilizzare il marciapiede, superare il piazzale del centro fieristico, e poi rientrare nella corsia con cordolo. Da segnalare, in questo tratto, la presenza di alcune grate parallele alla direzione di marcia, in cui le ruote possono incastrarsi.
L’idea originaria di una ciclabile sulla carreggiata
Un’infrastruttura, quella del viale Africa, che fa sempre bene a un territorio come Catania, ma con qualche precisazione sulla scelta della modalità ciclopedonale, secondo il docente di Trasporti dell’università di Catania, Giuseppe Inturri. «È stata realizzata una monodirezionale larga 1,50 metri con un cordolo di 50 centimetri – analizza il docente, interpellato da MeridioNews -. Ma lo spazio per farla sulla carreggiata c’era tutto, bastava aggiungere un metro». Che non avrebbe impattato sulla normale viabilità, in quanto «ridurre la larghezza della carreggiata – specifica – non significa necessariamente ridurre la capacità di traffico. Il numero di corsie rimane invariato».
La ciclopedonale come ultima opzione
La questione, dal punto di vista tecnico, pare essere netta: «La pista ciclabile sul marciapiede deve essere davvero l’ultima opzione da prendere in considerazione – continua Inturri -. Perché contraddice la priorità che dovrebbe essere data a pedoni, persone con disabilità e anziani». Entrando nel merito del percorso, il docente evidenzia come «ci siano continui slalom per i ciclisti e una parte pedonale spesso interrotta dagli alberi. Probabilmente chi ha proposto di collocare la ciclabile sul marciapiede aveva anche avanzato l’idea di tagliare gli alberi». Ipotesi, però, «non percorribile, vista la loro importanza per la città». Già poco verde. In sostanza, per il docente, «il Comune avrà modificato l’idea originaria sulla scorta di pressioni arrivate da diversi fronti, come commissioni e consiglieri comunali. Alla fine è prevalsa la logica di chi tutela gli interessi legati all’utilizzo delle auto».
Le criticità future
La soluzione della ciclopedonale, insomma, sarebbe «frutto una mediazione tra conflitti contrapposti, con un risultato finale non ottimale». E criticità che riguardano anche il fondo stradale e il tracciato: «Il tratto adiacente a piazza Galatea non ha una superficie uniforme e attraversa una piazza che sarà molto frequentata», sottolinea il docente. Inoltre, «allungare il percorso, anziché renderlo rettilineo, dà l’idea che il ciclista debba quasi passeggiare. Con curve ad angolo retto non naturali per chi pedala: sembra più un percorso per dimostrare le proprie abilità alla guida». Criticità che, «in un mondo perfetto, sarebbe stato meglio discutere prima della realizzazione. Perché, se si vuole accontentare tutti, tutti saranno scontenti».