Catania, caro bollette. Zammataro: «Il Comune eviti il distacco della luce alle famiglie fragili»

Il caro bollette entra al Consiglio Comunale di Catania. A sollecitare l’adozione di un provvedimento, per i cittadini etnei, è stato il consigliere Manfredi Zammataro che chiede, all’attuale commissario di Palazzo degli Elefanti, Federico Portoghese, di prendere posizione. Difatti Zammataro, riprendendo l’appello lanciato dall’associazione dei consumatori Codici – Centro per i Diritti del Cittadino di cui è il segretario regionale, chiede un atto per impedire il distacco delle utenze più a rischio a causa del caro energia. «L’emergenza energetica in atto – ha detto – è destinata a diventare un’emergenza sociale ed occorrono interventi urgenti per tutelare le fasce più deboli della popolazione. Per questo motivo, riprendendo la proposta che ha elaborato Codici, mi rivolgo al commissario affinché si adottino dei provvedimenti per tutelare le famiglie più vulnerabili, gli utenti che rischiano il distacco perché non riescono a far fronte ai pagamenti, sempre più pesanti». A preoccupare sono i rincari per le forniture soprattutto per le famiglie meno facoltose, per chi vive in solitudine con la pensione sociale. A soffrire anche le piccole imprese, le botteghe, i negozianti chiamati a fare i conti con l’aumento dei costi che rendono difficile il mantenimento delle attività. Conseguenze a cascata pure per i lavoratori, i dipendenti.

«Le stime sono preoccupanti – continua Zammataro – con il costo dell’energia arrivato a 0,66 centesimi kWh. A consumi invariati si prevede che ogni famiglia spenderà, con la migliore offerta energetica, almeno 1.500 euro. Con il gas con il prezzo attuale una famiglia tipo spenderà almeno 3.000 euro. Occorre quindi che il Comune ponga un argine serio alla povertà energetica o nel giro di poche settimane si moltiplicheranno a Catania i cittadini che non riusciranno più a pagare le utenze rischiando il distacco. Occorre quindi tutelare le famiglie numerose, gli anziani, i diversamente abili estendendo questa pratica in tutti i Comuni. I rincari, e le conseguenti speculazioni, non possono mettere in ginocchio la tenuta sociale».


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