Calcio/ La marcia in più del Palermo di Iachini

LA RIFLESSIONE/ QUELLO CHE HA FATTO IL NUOVO ALLENATORE. E QUELLO CHE E’ MANCATO A GATTUSO, A COMINCIARE DALL’ESPERIENZA

di Giuseppe Angelini

Il 2014 inizia nel migliore dei modi per la squadra del presidente Zamparini. Infatti, il Palermo, seppur in serie B e con pochi punti di vantaggio sulle dirette concorrenti, si trova da sola al primo posto in classifica. Questo fa ben sperare per la conclusione di un campionato che per la squadra dell’allenatore Iachini ha un solo obiettivo: la promozione in serie A.
Come nasce questo primato in classifica? Sicuramente Iachini sta dimostrando di essere molto preparato per il campionato cadetto. E’ riuscito a far risalire la china alla sua squadra che, con la gestione Gattuso, non aveva certo brillato. D’altronde, il tecnico è avvezzo a imprese titaniche: basti pensare che, nel 2011, con la Sampdoria riesce a conquistare la serie A, vincendo i play-off partendo dal sesto posto (unico caso nella storia del campionato di calcio di serie B). (sopra, foto tratta da palermocalcio.it)
Ricordiamo che anche nel 2010, con il Brescia, ha conquistato la serie A e lo stesso dicasi nel 2008 con il Chievo-Verona. Gattuso, probabilmente, ha pagato la mancanza di esperienza. La sua è stata una “prima assoluta” alla guida della panchina rosanero non avendo mai allenato in Italia, visto che, alle spalle, ha solo una breve esperienza di allenatore con il Sion, squadra che milita nel campionato svizzero.

Che cosa ha fatto, fondamentalmente, Iachini rispetto al suo predecessore Gattuso? Quest’ultimo aveva costruito una squadra con una difesa a quattro e i trequartisti che avevano il compito di rifinire il gioco e inventarsi l’assist vincente a vantaggio della punta. Il centrocampo era formato da incontristi, che badavano più a interrompere l’azione dell’avversario che a costruire.
Le prime sei partite (dopo c’è stato l’esonero) non promettevano nulla di buono, perché il Palermo aveva ottenuto solo sette punti, troppo pochi per una squadra che ambisce alla massima serie, direttamente, senza passare dalla lotteria dei play-off.
Iachini, resosi conto che il Palermo su sei partite ne aveva già perso tre, ha intanto “potenziato” la difesa con l’organico che aveva a disposizione: dalla difesa a quattro è passato a quella a cinque, potremmo dire a tre (centrali), ma le due fasce, presidiate dai terzini, badano più a coprire che a proporsi. Quindi: primo non prenderle! Troppi goal subiti con la gestione Gattuso, dopo quest’accorgimento in difesa pur essendoci gli stessi “musicisti” possiamo affermare che la musica è cambiata.
Oggi il Palermo ha la seconda migliore difesa del campionato cadetto. Iachini ha anche il merito di gettare subito nella mischia due giovani talenti (con alcune presenze nella nazionale under 21): Verre e Belotti. Il primo, nonostante la giovane età, ha, di fatto, quasi scalzato il più navigato e anziano compagno di reparto Bacinovic; il secondo, con la sua tempra e i suoi goal “pesantissimi” sta diventando, poco alla volta, un titolare inamovibile.
Dobbiamo altresì riconoscere che Iachini è anche fortunato, perché alcune partite hanno avuto esito positivo grazie alla dea bendata (così riconoscono tutti gli “addetti al settore”). Una su tutte: la partita che abbiamo vinto in casa per uno a zero contro il Pescara. Abbiamo segnato su calcio d’angolo nei primi minuti di gioco, grazie ad un colpo di testa di Munoz, dopo il Pescara ha costruito una serie di occasioni da goal che non è riuscita a sfruttare per il meglio, ma almeno il pareggio era alla loro portata.

Cosa, di fatto, può fare Iachini per migliorare la squadra e allungare il passo sulle dirette concorrenti? Approfittando del “mercato di riparazione” (non dimentichiamo che questa squadra è fatta da giocatori non scelti da lui ma dal suo predecessore e dal direttore sportivo Perinetti) questo mese deve sicuramente trovare un centrocampista che sappia costruire l’azione vincente.
Crediamo che l’attuale centrocampo del Palermo sia privo di tale qualità e il fatto che segniamo di solito su palla inattiva (calci d’angolo e calci di punizione, rigori) ci dà ragione. Inoltre, sarebbe auspicabile trovare un terzino che sia “fluidificante” cioè che sappia proporre in avanti cross invitanti per gli arieti rosanero: oltre Belotti, Hernandez e Lafferty che sinora hanno ben figurato. Oggi possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, che questo reparto non ha bisogno di alcun ritocco (infatti, siamo il secondo miglior attacco della serie B).

Insomma, il primato in classifica, quando siamo giunti a metà del cammino, e un paio di “innesti” a una squadra che ha un discreto telaio e un ottimo “tessitore” ci fanno essere cautamente ottimisti per un pronto rientro nella massima serie.

 


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