Bisceglie-Catania 0-1, eco chi sale e chi scende Salandria, che sostanza: l’attacco gira a vuoto

Cristiano Lucarelli lo aveva ribadito anche nella conferenza stampa di ieri: la trasferta di Bisceglie, comparata a quella del San Nicola col Bari, era senza dubbio la più complicata e difficile da preparare da un punto di vista mentale. Le pessime condizioni del terreno di gioco, la voglia degli avversari di far punti e nomi non altisonanti avrebbero potuto far abbassare la guardia a Biagianti e compagni: non è stato così, coi rossazzurri che hanno dato tutto, riuscendo a capitalizzare una giornata non brillantissima grazie al primo gol in maglia Catania di Francesco Salandria

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Francesco Salandria – Mai come in questa occasione la vittoria è merito del reparto di metà campo, con i calciatori bravissimi a fare da filtro e dare equilibrio alla squadra in un match complicato. Francesco Salandria è senza dubbio l’alfiere dei mediani schierati durante la gara da Lucarelli: centrocampista di lotta e di governo, l’ex Akragas e Reggina si contraddistingue sia per il suo moto perpetuo che per la capacità di rubare palla e ripartire. La rete che decide la gara, poi, mette in mostra anche le sue capacità balistiche: il giovane Messina forse avrebbe potuto fare di più, ma la sua botta di destro da fuori area è potente e precisa quanto basta per superare il portierino di casa. La palma di migliore in campo va a lui.

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Giovanni Pinto – Prova da 7 pieno in pagella per il terzino sinistro campano, ormai stabilmente tra i più positivi in casa Catania. La sua spinta costante sulla fascia non è mancata neanche in questa gara, in cui l’esterno mancino è stato bravo a dare tanta corsa abbinata a una buona qualità. Nel primo tempo è lui a penetrare in area scaricando palla a Vicente che, da fuori area, coglie la traversa con un gran destro. A inizio ripresa, poi, l’ennesima sua percussione permette a Curcio di concludere in diagonale, con la palla fuori di un soffio. Il numero 20 pare ormai aver trovato la giusta serenità per mettere in mostra qualità per troppo tempo oscurate. 

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Marco Biagianti – In una partita del genere il Capitano non poteva non esaltarsi. Chiamato da Lucarelli a sostituire Vicente, autore di una prova buona ma sulla cui testa gravava il peso del giallo ricevuto durante il primo tempo, Biagianti ha dato il suo gran contributo per portare a casa tre punti fondamentali. Il numero 27 fa valere le sue grandi doti in fase di filtro, randellando a metà campo quando è necessario e strappando palloni fondamentali per evitare pericoli. Sempre vicino alla palla e pronto a ringhiare sui calciatori avversari, l’ex Livorno è bravo anche a infondere alla squadra ulteriori tranquillità e sicurezza. Quando c’è bisogno di lui, risponde sempre presente.

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Steve Beleck – Altra partita complicata per il numero 9, schierato da Lucarelli al centro dell’attacco etneo. L’ex punta del Rieti dimostra ancora un evidente ritardo fisico, comprensibile a causa della sua imponente struttura fisica. Il suo lavoro di boa, però, non è svolto al meglio: quasi sempre sovrastato dai centrali avversari sulle palle alte (dovrebbero essere il suo pane quotidiano), Beleck non riesce mai a concludere verso la porta avversaria, riuscendo raramente a fare efficacemente da sponda per i compagni di reparto. Appare troppo lento e appesantito: la speranza, attendendo il rientro di Curiale, è che la miglior forma gli consenta anche giocate che finora non abbiamo visto.

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Gabriele Capanni – Il classe 2000 scuola Milan, stavolta, ha girato quasi totalmente a vuoto. E’ giusto dire, a sua discolpa, che il terreno di gioco dello Stadio Ventura non era certo l’ideale per mettere in evidenza le sue qualità migliori: corsa e discreta tecnica. Provato da Lucarelli sia a destra che a sinistra nella batteria di trequartisti, il numero 7 non è mai riuscito a fare la differenza, perdendo tanti palloni e non riuscendo mai a trovare il suggerimento giusto per i compagni di squadra. Esce a metà ripresa senza aver mai lasciato il segno nella gara.

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Luca Calapai – Prova senza infamia né lode per l’esperto terzino destro del Catania. Mentre però Pinto riesce ad essere scintillante sulla fascia opposta, il numero 26 dei rossazzurri non fa quasi mai la differenza. Poche efficaci sovrapposizioni sulla corsia di destra, qualche cross rimpallato dai difensori avversari e tanto lavoro sporco nelle retrovie, dando manforte ai compagni di reparto. Da un giocatore con spiccate caratteristiche offensive come lui, però, ci si attende sempre qualcosa in più che il semplice compitino: è per questo che la sua gara non può essere considerata totalmente sufficiente. Da rivedere.


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