Beppe Grillo: “Le Banche italiane sono parassitarie. Vanno nazionalizzate”

IL LEADER DEL MOVIMENTO 5 STELLE DIMOSTRA CHE LO STATO ITALIANO PRESTA SOLDI NOSTRI, ATTRAVERSO LA BCE, ALLE AZIENDE DI CREDITO. CHE COMPRANO BTP E INCASSANO IL 5-6% DI INTERESSI DALLO STATO. UN EURO SU QUATTRO DELLE TASSE PAGATE DAGLI ITALIANI SERVE A PAGARE GLI INTTERESSI SUL DEBITO. UNA RAGGIRO A DANNO DEGLI IGNARI CITTADINI

Dopo i dubbi che ha sempre espresso sull’euro, il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, lancia una nuova proposta: nazionalizzare le banche italiane.

Sul suo Blog, Grillo si serve della locandina del film “Torna a casa Lessie” in cui sono state inserite le foto di Monti, Draghi e della Merkel. Il leader stigmatizza i miliardi di euro erogati dalla Banca centrale europea 8Bce) alle banche, ad un tasso d’interesse irrisorio del 1%. Un tasso così basso dovrebbe servire a rilanciare l’economia. Ma i soldi che le banche ‘inghiottono’, chissà perché, non finiscono alle imprese.

Non solo. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, i soldi che la Bce ha elargito a piene mani alle banche sono dei cittadini, “prodotti – si legge nel giornale on line Investire oggi Finanza e Borse – dall’aumento dell’inflazione e dai tagli alle agevolazioni che gli Stati hanno attuato”. Secondo Grillo, il sistema bancario non è affatto un sistema produttivo.

Ma vediamo cosa scrive Grillo.

“I 1000 miliardi di euro prestati dalla Bce alle banche sono serviti per accelerare il rientro dei titoli pubblici nelle nazioni di emissione. Le banche nazionali li hanno usati per rastrellare i titoli dall’estero invece di finanziare le imprese e rilanciare l’economia. I Btp tornano in Italia, i Bonos in Spagna, i titoli portoghesi in Portogallo, eccetera”.

“ In pratica – precisa Grillo – ognuno si riprende i suoi titoli. Torna a casa Lassie. Ogni titolo è bello a mamma sua. Una tendenza iniziata già dopo la crisi finanziaria del 2008 con la fuga dai titoli PIGS. Allora i nostri Btp detenuti all’estero erano il 54% del totale, nel 2012 sono scesi al 32%. I Bonos spagnoli all’estero si sono quasi dimezzati in quattro anni, dal 60% al 34%”.

“Se una nazione detiene la quasi totalità dei suoi titoli di debito – scrive il leader del Movimento 5 Stelle – si scongiura sulla carta ogni possibile contagio europeo. Il crollo di un castello di carte. Il Giappone è un esempio. Ha un rapporto debito pubblico-Pil superiore al 200%. Il debito è però posseduto dai giapponesi, quindi nessun pericolo di default, né di destabilizzazione di altri Stati. Avviene invece l’aumento dell’inflazione unito alla diminuzione dei salari. Che è quello che sta succedendo in Italia. Gli stipendi sono i più bassi d’Europa con tendenza al peggioramento, dovuto al carico fiscale che li divora e che cresce insieme all’inflazione”.

“L’aumento della forbice tra bassi redditi e caro vita – sottolinea Grillo – sta diventando la norma con milioni di nuovi poveri. Il tutto per tenere in piedi un Sistema che, presto o tardi, comunque collasserà. In questo rientro in Patria dei capitali, chi recita il ruolo dello spallone di frontiera di una volta, le banche, si fa pure pagare l’aggio dallo Stato. Lo Stato italiano presta soldi nostri, attraverso la Bce, alle proprie banche all’uno per cento di interesse. Le banche che comprano i Btp incassano il 5/6 % di interesse dallo Stato. Un euro su quattro delle nostre tasse serve a pagare gli interessi sul debito. Si può quindi affermare che questo giro del fumo serve a finanziare le banche attraverso il Fisco. Forse è il caso di nazionalizzarle.”

 


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