Asili nido, in Sicilia c’è posto per un bambino su 10 La proposta: «Basterebbe un decimo della Flat Tax»

Fanalino di coda o quasi. I servizi offerti dalla Sicilia ai più piccoli, ai bimbi della fascia 0-3 anni, rasentano il fondo del barile: poco più di un Comune su tre ha un asilo nido pubblico. La Sicilia, secondo l’ultimo rapporto stilato dall’Istat, si piazza terzultima, seguita solo da Campania e Calabria. Insufficienti, le strutture di prescolarizzazione rivolte alla prima infanzia, secondo lo studio condotto dall’Istituto di statistica sul biennio 2014/2015, e pubblicato a dicembre 2017. A rilanciarlo è Mila Spicola, unica siciliana nella direzione nazionale del Partito Democratico, che lancia la proposta al titolare del Viminale, Matteo Salvini: «La Flat Tax – dice – costa 50 miliardi di euro, mandare tutti i bimbi tra 0 e 3 anni all’asilo circa 3 miliardi. Perché arricchire di più l’1 per cento di popolazione e non il 100 per cento dei bambini e dunque l’Italia?».

Ma se la provocazione lanciata da Spicola è a livello nazionale, ecco che ancora una volta nello Stivale la situazione appare tutt’altro che omogenea: «Permangono – scrive l’Istat – differenze molto rilevanti fra il Mezzogiorno e il resto del paese: al Nord-est e al Centro Italia i posti censiti nelle strutture pubbliche e private coprono il 30 per cento dei bambini sotto i 3 anni, al Nord-ovest il 27 per cento, mentre al Sud e nelle Isole si hanno rispettivamente 10 e 14 posti per cento bambini residenti. I bambini sotto i tre anni accolti in servizi comunali o finanziati dai comuni variano dai 18,3 punti percentuali del Centro al 4,1 per cento del Sud».

In Sicilia al momento, la situazione è quasi cristallizzata e la percentuale di Comuni dotati del servizio di nido comunale è del 36,41 per cento, pari a 142 Comuni sui 390 dell’Isola. Eppure, un piano sui servizi socio educativi per la prima infanzia in Sicilia c’è. E precisamente è datato 16 ottobre 2017, vale a dire pochi giorni prima del ritorno alle urne per le elezioni regionali. È stato uno degli ultimi atti approvati dalla giunta Crocetta, un decreto assessoriale a firma dell’allora titolare della delega alle Politiche Sociali, Carmencita Mangano, che ha il fine di «mettere a sistema tutte le risorse disponibili tramite le diverse fonti e i differenti fondi (Fondi della Comunità Europea, Nazionali…) in maniera sinergica e coordinata per garantire il raggiungimento di tutte le differenti componenti del sistema della offerta territoriale e, quindi, la massima diffusione di servizi di qualità e diversificati».

A riportarlo all’attenzione della politica regionale, però, non è il Partito Democratico, ma il Movimento 5 Stelle, che riconosce la validità del provvedimento e con un’interrogazione parlamentare a firma del vicepresidente dell’Ars, Giancarlo Cancelleri, chiede al governo per quale ragione non sia stato dato seguito al piano regionale. Nell’Isola al momento i posti disponibili per i bambini nella fascia della prima infanzia è di 12mila posti, a fronte di oltre 128mila bambini nella fascia 0-2 anni residenti in Sicilia.

Ma qualche spiraglio comincia a intravedersi e a intervenire è questa volta l’assessore all’Istruzione, Roberto Lagalla, che precisa come sia in corso «un’interlocuzione serrata col Ministero, proprio sul tema della prima infanzia. Da Roma a giorni sapremo le risorse disponibili e in base a quelle potremo definire gli interventi da mettere in atto».


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