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Denise Pipitone, proposta per una commissione d'inchiesta
Dal foglio firme di Anna Corona agli audio di Jessica Pulizzi

La proposta di legge viene presentata dal gruppo del Partito democratico alla Camera dei deputati. Intanto si continua a cercare di fare luce sulla scomparsa della bambina, avvenuta 17 anni fa da Mazara del Vallo, tra documenti e intercettazioni 

Marta Silvestre

Una commissione d'inchiesta sulla scomparsa di Denise Pipitone. La proposta di legge del Partito democratico verrà presentata oggi alle 12 nella sala Berlinguer del gruppo della Camera dei deputati. Sarà presente anche Piera Maggio, la mamma della bambina di quattro anni scomparsa l'1 settembre del 2004 da Mazara del Vallo, nel Trapanese. Sulla vicenda, nell'ultimo periodo si è tornato a indagare a partire dalle parole della ex pm Maria Angioni che aveva dichiarato di avere avuto il sospetto di fughe di notizie sull'inchiesta. In particolare, che le persone intercettate sapessero che i loro telefoni erano sotto controllo. Il riferimento è al rapporto tra Stefania Letterato, l'allora fidanzata (oggi moglie) del dirigente del commissariato di polizia Antonio Sfameni che indagava sulla scomparsa della bimba e Anna Corona, l'ex moglie del padre biologico di Denise e madre di Jessica Pulizzi, imputata poi assolta dall'accusa di avere sottratto la bambina e di averla ceduta ad altri.

Con la riapertura delle indagini da parte della procura di Marsala, gli inquirenti continuano a lavorare su intercettazioni e documenti. L'attenzione si è concentrata di nuovo sul foglio delle presenze dell'hotel Ruggero II di Mazara del Vallo dove Anna Corona lavorava 17 anni fa. Il giorno in cui la bambina scompare, lei firma l'ingresso alle 7.15 firma l'ingresso. La casella con l'orario di uscita (alle 15.30), invece, non è stato scritto da lei ma dalla collega e amica Francesca Adamo. La donna, solo dopo i risultati di una perizia calligrafica, durante il processo ammette di averlo fatto. Gli altri dipendenti confermano la presenza di Corona in albergo fino alle 12, il momento della fine della pausa pranzo. L’ipotesi degli inquirenti è stata sempre che Corona fosse andata via prima del previsto. Ma, senza registrazioni delle telecamere (che comunque inquadravano solo l'ingresso e l'uscita dei garage), resta la domanda sull'orario di uscita

Intanto, gli audio di alcune intercettazioni importanti sono stati puliti e rallentati con nuove tecniche. In una registrata alle 14.45 dell'11 ottobre del 2004 (sono passati 40 giorni dalla scomparsa di Denise), Jessica Pulizzi parlando con la sorella Alice sembrerebbe dire: «Eravamo a casa, la mamma l'ha uccisa a Denise». Parole pronunciate a voce bassa, quasi bisbigliate, seguite dal rumore di sedie. Una frase su cui i periti della procura avevano avuto interpretazioni diverse e che era stata stralciata dal processo ma su cui, adesso, si trova a scavare.

«Anchi d'errore, ci l'ammazzasti a chidda? (Anche per sbaglio, gliel'hai uccisa a quella?, ndr)». Quest'altra intercettazione è stata registrata l'11 dicembre del 2004 dalla cimice sullo scooter della sorellastra di Denise. A porre la domanda, che resterà senza risposta, è il suo fidanzato dell'epoca Fabrizio. Ascoltato dagli inquirenti, l'uomo aveva raccontato che proprio mentre si trovavano sul motorino quel giorno «le ho chiesto cosa ne sapesse della sparizione di Denise. Mi sono venute in mente tutte le volte in cui mi diceva che doveva fargliela pagare a Piera Maggio perché aveva rovinato la sua famiglia. E che voleva essere aiutata da me, facendola passare come una prova d'amore». Quella frase, però, Fabrizio non riesce a chiarirla nello specifico. Sarà poi Jessica, a processo, a ricostruire una vicenda che ha come protagonista quello che è stato definito «il mistero del pennuto»: per la donna, il riferimento sarebbe alla morte di una gallina rimasta schiacciata dal salto che avrebbe fatto per scavalcare un muretto. La frase, però, Fabrizio la pronuncia quando entrambi si trovano ancora al di qua di quel muretto

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