Stop a palestre e cinema, Conte spiega il Dpcm «Bisogna tenere d’occhio curva epidemiologica»

«Se questo mese di novembre rispetteremo le regole riusciremo a tenere la curva dei contagi sotto controllo e potremo vivere più serenamente le festività». Cerca di rassicurare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel presentare il nuovo Dpcm che di fatto segna l’entrata dell’Italia, dalla mezzanotte di oggi, in una sorta di mini–lockdown, sempre al fine di contrastare la diffusione del Covid-19.

«Gli ultimi dati epidemiologici che abbiamo analizzato – dice – non ci possono lasciare indifferenti. L’analisi segnala una rapida crescita con la conseguenza che lo stress sul sistema sanitario nazionale ha raggiunto livelli preoccupanti». Via dunque alle chiusure di palestre, piscine, teatri e sale da concerto, con un pensiero di Conte a quanto difficile sia stato penalizzare il settore della Cultura. «L’obiettivo è chiaro, vogliamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica perché solo così riusciremo a gestire la pandemia senza rimanerne sopraffatti. Ma questo significa offrire risposta efficiente e cure adeguate a tutti i cittadini e scongiurare un lockdown generalizzato, il Paese non può permetterselo».

«Mi rendo conto che stiamo chiedendo sacrifici – dice – soprattutto ai ristoratori. Ma stiamo lavorando per i ristori» delle compensazioni economiche che, secondo le parole del presidente del Consiglio, sarebbero già pronte per essere erogate. «Arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell’Agenzia delle Entrate».

«Dobbiamo fare il possibile per proteggere l’economia e il diritto alla salute – continua Conte – Da qui la necessità di misure più restrittive». Misure tuttavia non ben digerite dai presidenti delle Regioni, che hanno, seppur pacificamente, presentato al governo centrale le proprie rimostranze. Tra questi anche Nello Musumeci, che ha sottolineato come il Dpcm vada a colpire soprattutto «settori in cui le misure di sicurezza si stanno rivelando sempre più efficaci». 

Resterà invece solo una norma siciliana il coprifuoco, scattato per volere del presidente della Regione, dalle 23 alle 5 del mattino. «Non abbiamo introdotto il coprifuoco – dice Giuseppe Conte – non è una parola che amiamo ma raccomandiamo di muoversi solo per motivi di lavoro, salute studio e necessità. e di non ricevere a casa persone che non siano del nucleo familiare».


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