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Le sardine anti-Salvini si organizzano anche in Sicilia
«L'obiettivo è una grande manifestazione a Palermo»

Con lo spirito del movimento che ha riempito le piazze di Bologna e Modena, tre giovani trapanesi hanno creato un gruppo per manifestare contro le politiche del segretario della Lega. «Si è passato il limite, ognuno deve metterci la faccia»

Salvo Catalano

L'onda lunga è arrivata anche nella nostra Isola. Oggi è nato il gruppo Facebook Sardine Sicilia, che in poche ore ha superato gli ottocento iscritti e che cresce col passare dei minuti. Tutti accomunati, come nel resto d'Italia, dalla volontà di manifestare il proprio no alle politiche di Matteo Salvini. «La Sicilia non si Lega», è lo slogan guida. L'obiettivo: organizzare una grande manifestazione di piazza a Palermo. Il confronto è partito ma servirà del tempo per mettere insieme tutte le realtà interessate. 

A lanciare il gruppo sono stati tre giovani trapanesi. «L’idea mi è venuta oggi guardando la piazza di Bologna - spiega Peppe, 38enne ex magazziniere al momento in cerca di un'occupazione - da anni sono vicino al Movimento 5 stelle ma le sardine sono un'altra cosa. Le manifestazioni devono essere senza bandiera, il nostro obiettivo è fare da argine a questa ondata di odio e fascismo». Insieme al 38enne in prima fila ci sono Valentina, da pochi mesi tornata in Sicilia dopo anni di permanenza a Londra, e Daniela, una giovane artista trapanese. In queste ore stanno nascendo anche altri gruppi sui social, al momento meno numerosi. 

Le sardine siciliane proveranno dunque a replicare quanto organizzato in Emilia, dove le piazze si sono riempite a Modena e Bologna. Ma il tam tam è ormai lanciato e diverse altre città si stanno organizzando per manifestare contro Salvini, nelle giornate in cui nelle stesse città è prevista la visita del segretario della Lega.

«Perché adesso? - risponde Lombardo - Perché si è passato il limite, gli insulti alla Segre di queste ultime settimane sono un campanello d’allarme, non si può restare con le mani in mano. Ognuno è chiamato a metterci la faccia e a ribadire pubblicamente il nostro no all’odio». Gli amministratori del gruppo aspettano di «capire se i siciliani ci sosterranno» per poi decidere dove e quando scendere in piazza. 

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