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Treni, in dieci anni una rivoluzione dei collegamenti
«Normalizziamo la Sicilia e poi puntiamo al Ponte»

Una cura del ferro che cambierebbe le abitudini dei siciliani. Ieri, davanti al governo regionale e nazionale, Rfi ha annunciato un ambizioso cronoprogramma di lavori che porterebbero l'isola alla normalità. Per poi pensare davvero al Ponte sullo Stretto

Salvo Catalano

Foto di: Salvo Catalano

Foto di: Salvo Catalano

Quando si parla di collegamenti in treno ai siciliani basta poco per sognare. E lo scenario descritto ieri da Rete ferroviaria italiana alla presenza del ministro Toninelli, i numeri e le scadenze sviscerate, potrebbero assomigliare tanto a un sogno per chi, da quando è nato, vive con la certezza che, salvo rare eccezioni, gli spostamenti in treno escono sempre sconfitti dal confronto con la gomma. Così, pensare di andare da Palermo a Catania in un'ora e 45 minuti anziché nelle attuali due ore e 50, o da Messina a Catania in 45 minuti anziché negli attuali settanta. O ancora vedere ricostruito il ponte che non c'è più tra Gela e Caltagirone. O andare da Palermo a Trapani in un'ora e mezza. Ecco, tutto questo nell'Isola per troppo tempo rimasta fuori da una seria programmazione infrastrutturale, sembrerebbe una chimera, nonostante nel resto d'Italia sia una consolidata realtà. 

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