Alta tensione all’Ars: la maggioranza impone la tagliola, le opposizioni insorgono

Clima infuocato all’Assemblea regionale siciliana durante il confronto sulla Manovra Ter. A far esplodere la protesta è stata la decisione, assunta dalla maggioranza in conferenza dei capigruppo, di applicare per la prima volta la cosiddetta tagliola: uno strumento regolamentare che consente di limitare drasticamente il dibattito parlamentare, impedendo ai deputati di intervenire sugli articoli e sugli emendamenti, e portando direttamente al voto. Una scelta che ha scatenato l’indignazione delle opposizioni, che parlano di esautorazione del parlamento e di ferita alla democrazia.

«Una situazione assurda, fuori da ogni limite. Oggi il governo ha approvato una legge che non esiste: la legge della tagliola – ha denunciato in aula il deputato regionale Ismaele La Vardera –. Un atto che toglie ai deputati il sacrosanto diritto di parlare. È qualcosa di inaccettabile, degno di un governo fascista». La Vardera, per protesta, si è imbavagliato con la propria cravatta durante i lavori d’Aula. Ma l’escalation di tensione non si è fermata qui. «Nei corridoi di Palazzo dei Normanni – ha raccontato La Vardera – Schifani ha urlato al segretario generale dell’Ars, Fabrizio Scimè, che lì si fa come dice lui. Una scena gravissima, che non può passare sotto silenzio. Per questo ho deciso di imbavagliarmi e di boicottare questa finanziaria: non parteciperò a questo scempio».

Duro anche il commento del capogruppo del Pd all’Ars, Michele Catanzaro, che ha parlato di «una delle pagine più nere della storia del Parlamento siciliano. La decisione del centrodestra di ricorrere alla tagliola per silenziare l’opposizione è una vergogna senza precedenti. Se il presidente Schifani si crede un monarca, si sbaglia di grosso». Sulla stessa linea il capogruppo del M5s, Antonio De Luca: «Mai prima d’ora l’Ars aveva assistito a un atto di tale prepotenza. L’esecutivo, pur di raggiungere i propri discutibili obiettivi, è disposto a passare sopra tutto e tutti. Dopo aver tentato di dettare tempi e modalità al Parlamento, ora tira fuori un bavaglio mai visto prima. E meno male che Schifani si definisce un parlamentarista convinto. Se non lo fosse stato, avrebbe forse raso al suolo Sala d’Ercole?».

Schifani ha però difeso la scelta della sua maggioranza, definendola necessaria per superare l’ostruzionismo e garantire l’approvazione della manovra da circa 400 milioni di euro entro il termine stabilito: «In ogni Parlamento esistono strumenti per evitare l’ostruzionismo. Impedire a un’assemblea legislativa di operare significa impedire il funzionamento stesso della democrazia. Io rispetto il Parlamento, ma tutto ha un limite. Noi vogliamo destinare subito le risorse disponibili ai siciliani. Per questo andiamo avanti, nel pieno rispetto delle regole».


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