Come avevamo preannunciato, sull'elezione del vicepresidente ancora non c'è intesa. Tutto rinviato al 18 Novembre. Per il Movimento 5 Stelle si tratta di un rinvio strumentale. Obiettivo: evitare che la poltrona vada ai grillini
Ars ancora nel caos Ieri un’altra fumata nera
Come vi abbiamo anticipato in questo articolo, all”Ars, ieri pomeriggio, nulla di fatto per l’elezione del vicepresidente. La conferenza dei capigruppo ha deciso un rinvio: bisognerà aspettare il 18 Novembre.
Un tempo necessario per tentare di dipanare la matassa. La partita, come ormai sappiamo, si gioca dentro al centrodestra, dove, evidentemente, non c’è ancora accordo.
I candidati alla vice presidenza dell’Assemblea regionale siciliana, sulla carta, sono tre: Santi Formica (Forza Italia-Lista Musumeci), Nino D’Asero (Nuovo centrodestra democratico) e Roberto Di Mauro per il Partito dei Siciliani-Mpa.
E se sono tre e il posto è uno (un vice presidente c’è già ed è Antonio Venturino del centrosinistra, si deve eleggere il secondo), va da sé che non c’è alcuna intesa e che oggi non è cambiato nulla.
Attacca il Movimento 5 Stelle:
«Non ci stiamo. La vicepresidenza andava votata oggi, basta con le meline e i continui rinvii appesi alle scuse piu’ assurde possibili. La verità – dicono i deputati – è che non riescono mettersi d’accordo a chi assegnare la poltrona e vogliono infilare in un unico calderone anche le presidenze di commissione per escluderci e blindare il Palazzo.
Non possono correre il rischio – continuano i parlamentari del M5S- che arrivando spaccati al voto, sulla ruota della vicepresidenza esca il simbolo del Movimento 5 Stelle. Si troverebbero dentro alla misteriosa stanza dei bottoni occhi ed orecchie indiscreti che renderebbero impossibili certi giochetti e la censura delle informazioni scomode. Con noi dentro, ad esempio, la busta paga dell’ex segretario Di Bella non sarebbe uno dei misteri d’Italia, né sarebbe passata sotto silenzio la questione dei rimborsi delle spese di rappresentanza, di cui siamo venuti a conoscenza solo dai giornali».