Amt, 130 corse in meno e biglietti più cari L’azienda: «Dall’1 marzo stop agli sprechi»

Biglietti dell’autobus Brt più cari, 130 corse eliminate e addio alle tariffe agevolate per alleggerire il traffico in città. I cambiamenti decisi dall’Amt, che saranno esecutivi a partire da marzo, fanno parte del piano di ristrutturazione economica dell’azienda. Ma non piacciono affatto alle associazioni cittadine sensibili ai temi di mobilità sostenibile e rispetto dell’ambiente. «L’Amt ha deciso di affossare i principi della linea progettata con l’intento di eliminare auto dal centro, rendendo la città più vivibile e meno trafficata», scrive la pagina Facebook Lungomare liberato. «Tagliate solo corse con zero passeggeri e il costo del Brt è aumentato per fare sopravvivere il servizio, che prima era in promozione», risponde il presidente dell’Amt Carlo Lungaro.

I cambiamenti nella mobilità del trasporto pubblico riguarderanno soprattutto la linea Brt, che collega la periferia a piazza Stesicoro. Sono i bus che utilizzano una corsia preferenziale, a volte delimitata con dei cordoli gialli, per scorrere nel traffico cittadino più veloci degli altri veicoli e pure degli altri autobus. L’iniziativa era nata ad aprile 2013. Da marzo cambia: aumenta il costo del singolo biglietto di andata e ritorno, che passa da 1.50 a 2.50 euro, e saltano gli sconti rivolti agli utenti che andavano al capolinea Due Obelischi utilizzando la stessa vettura. «Sarà la morte dell’unica cosa buona fatta in questi anni. I costi saliranno tantissimo nonostante il servizio sia drasticamente peggiorato», commentano gli esperti di mobilità sostenibile.

«Abbiamo mantenuto questa promozione, nata come sperimentale, per due anni più del previsto – risponde il presidente dell’Amt Lungaro – Serviva a fare rendere conto gli utenti della comodità di lasciare l’auto al parcheggio e muoversi coi mezzi Amt». Secondo le intenzioni originarie, i prezzi agevolati erano anche un modo per disincentivare l’uso dei veicoli a quattro ruote in città. Il biglietto del Brt, comprensivo di costo per la sosta nel parcheggio scambiatore, passerà per tutti a 2,50 a testa. Azzerando le differenze di prezzo tra titoli giornalieri e di singola andata e ritorno. «Il trasporto veloce ha un costo non indifferente, come pure il parcheggio, e per tenere in vita il servizio abbiamo agito di conseguenza alle indicazioni ricevute», conclude il presidente dell’Amt.

Sarà proprio la linea Brt a subire inoltre, più di tutte le altre, i tagli alle corse. Da marzo ne saranno cancellate otto, non solo quelle mattutine e serali ma pure quelle di metà giornata: 14.35, 14.45, 14.55, 21.10, 21.40, 22.30, 24.20, 24.40. Disposizioni adottate anche su altre tratte ma non su tutte per risparmiare eliminando i bus «che viaggiavano con zero passeggeri a bordo, o solo qualcuno. Mentre quelle più sensibili, utilizzate da lavoratori e studenti ad esempio, sono state tutte mantenute – spiega Lungaro – Le corse tagliate alla sera saranno reimpiegate in altri orari, quando il numero di utenti è maggiore». Alcune modifiche sono state apportate anche ai percorsi, cancellati molti dei passaggi attraverso il porto di Catania, che avevano come fine evitare il traffico della zona. 

La scelta – garantisce l’Amt – è arrivata dopo almeno due rilevazioni che hanno assicurato lo scarso utilizzo dei mezzi in determinate fasce orarie, soprattutto notturne: 130 in tutto. «Uno spreco pagato coi soldi dei cittadini – secondo Lungaro – All’azienda costerebbe meno pagare un taxi invece di tenere in movimento un autobus vuoto, o per una sola come per poche più persone». Tagliate anche sei corse del Librino Express come pure quelle notturne del servizio Alibus di collegamento con l’aeroporto, che sono state rimodulate in funzione del calendario degli arrivi e delle partenze da Fontanarossa, al netto dei possibili ritardi. Meno collegamenti serali anche da e per Vaccarizzo. Quattro corse in meno da e per San Giorgio, e anche sulla linea tra piazza Borsellino e le scuole della zona nord est. Tre in meno verso la zona industriale.


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