All’oratorio di San Mercurio ritorna Sacrosanctum L’arte contemporanea in difesa dei beni della città

Dopo i riscontri positivi di pubblico e critica della scorsa edizione, venerdì 26 maggio ritorna il secondo ciclo di mostre di Sacrosanctum, la rassegna d’arte contemporanea che vede come protagonista la location d’eccezione dell’oratorio di San Mercurio, il gioiello architettonico della seconda metà del Cinquecento custodito nel giardino di San Giovanni degli Eremiti che conserva al suo interno stucchi realizzati da Giacomo Serpotta negli anni Ottanta del Seicento e un prezioso pavimento figurato in maiolica del XVIII secolo.

La manifestazione, curata da Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto e promossa dall’associazione Amici dei Musei Siciliani, ha come scopo la valorizzazione e la tutela del patrimonio monumentale palermitano grazie all’apporto degli artisti invitati che realizzano un’opera site specific, appositamente pensata per l’oratorio, che indaga il rapporto tra l’arte e il sacro. Attraverso i ticket di ingresso, le offerte dei visitatori e l’eventuale vendita delle opere, vengono finanziati interventi di risanamento e restauro per l’oratorio. Con i proventi raccolti durante la scorsa edizione, è stato possibile effettuare il recupero della scenografica scalinata d’ingresso dell’edificio progettata dal Serpotta.

«Sacrosanctum è una rassegna d’arte contemporanea il cui fine è avvicinare la collettività al delicato tema della tutela e della valorizzazione de beni monumentali – spiega la curatrice Maria Luisa Montaperto -. Agendo fuori dai circuiti commerciali o istituzionalizzati, si è mantenuto come meccanismo propulsore un impegno etico, un’azione collettiva e priva di intermediazioni, il cui obiettivo è stato la progettazione e la messa in opera di interventi di manutenzione, risanamento e recupero di beni comuni».

Il primo artista invitato a esporre in questa seconda edizione è il messicano Diego Moreno, che venerdì 26 maggio alle ore 18:30 presenterà al pubblico un lavoro che rappresenta uno dei momenti della Passio Christi, di cui diviene esso stesso testimone e partecipe. Il suo Cristo legato alla colonna ricorda, infatti, le tante sacre rappresentazioni e processioni dei misteri che costellano la Sicilia durante i riti della Settimana Santa, una struggente rievocazione storica incentrata sull’esasperazione del dolore e sulla flagellazione della carne.

L’esposizione resterà aperta fino al 25 giugno, tutti i giorni dalle ore 10 alle 18.


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