Agrigento, la Procura apre un’inchiesta sulla morte dei due quindicenni

Il giorno dopo il terribile incidente che è costato la vita ai due quindicenni la parola passa alla magistratura. Il Pubblico ministero della Procura del Repubblica di Agrigento, Andrea Bianchi, ha aperto un’inchiesta. Si cerca di capire la dinamica di un incidente tremendo. Uno scontro che ha lasciato sull’asfalto, privi di vita, Giuseppe Piparo e Cristian Russo, mentre un terzo ragazzo giace in ospedale in condizioni disperate.

Ci si interroga su quella che avrebbe dovuto essere una serata di allegria in attesa del Ferragosto. Una festa dalle parti di Maddalusa, una contrada incastonata tra San Leone e Porto Empedocle. I sorrisi, gli abbracci. Poi via sullo scooter, magari per proseguire la notte alle Dune di San Leone, in estate luogo di ritrovo di tantissimi giovani agrigentini.

Invece la morte era lì ad aspettare i due ragazzi. Un’Alfa Romeo 147 che sfreccia sulla strada statale 640, l’arteria che congiunge Maddalusa con San Leone. E’ un attimo: forse appena il tempo di vedere i fari, poi l’impatto terribile. Il volo sull’asfalto. Le grida. La paura. Poi il silenzio. Quindi i corpi straziati di due ragazzi di quindici anni. Due vite spezzate per la disperazione delle famiglie. E un terzo ragazzo gravemente ferito. 

Poi ancora le fiamme, i Vigili del Fuoco che si precipitano sul luogo dell’accaduto insieme con la Polizia stradale. La strada che si blocca. Le ambulanze. La corsa disperata verso l’ospedale di Agrigento. La tristezza sul volto dei medici che prendono atto del decesso dei due ragazzi. E la lotta per cercare di salvare un terzo ragazzo, Giuseppe Di Pace, 14 anni, agrigentino del quartiere di Villaseta, anche lui ferito. Gravemente ferito. Le sue condizioni sono critiche. Tanto che si opta per il suo trasferimento a Palermo. Dove è ancora ricoverato. Le sue condizioni, lo ripetiamo, sono critiche. Ma la speranza è l’ultima a morire.

Il giorno dopo, dicevamo, tocca agli inquirenti. Spetta a loro capire come sono andare le cose. Ovvero la dinamica dell’incidente. E le eventuali responsabilità. La velocità dell’automobile che ha travolto i due quindicenni (anzi i tre quindicenni). I controlli di rito sul ragazzo che guidava l’Alfa Romeo 147. Si tratta di Alessandro Manzone 21 anni, giovanissimo anche lui, nato a Siculiana, il paese dislocato ad occidente di Agrigento. Per lui, dicevamo, i controlli di rito: le analisi cliniche per accertare in che condizioni guidava l’automobile.

Il giorno dopo Agrigento è attonita. Il colpo è durissimo. Due famiglie disperate. Una terza famiglia che attende con trepidazione notizie sul ragazzo ricoverato all’ospedale di Palermo. La città che si stringe attorno a tre nuclei familiari. Tanti ragazzi vanno sugli scooter. Ovunque. Una tragedia che poteva colpire tutti. Indistintamente.

Ferragosto amaro, ad Agrigento. Con il Sindaco della città, il giovane Marco Zambuto, che cerca le parole per descrivere il dolore di un’intera comunità che oggi si chiude nel lutto cittadino.

Foto strada statale 640 tratta da agrigentooggi.it

 

 

 


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