Il vicesindaco di Agrigento Giovanni Crosta fuori dal movimento politico ControCorrente. Lo ha annunciato, con un video di 9 minuti pubblicato su Facebook, il leader del movimento e deputato regionale Ismaele La Vardera. Dietro la decisione c’è la vicenda relativa alla casa abusiva ereditata da Crosta dal padre, insieme con la sorella. Domenica scorsa La Vardera aveva […]
Foto di frame video Ismaele La Vardera su Facebook
Agrigento, il vicesindaco Crosta fuori da ControCorrente: l’annuncio di La Vardera
Il vicesindaco di Agrigento Giovanni Crosta fuori dal movimento politico ControCorrente. Lo ha annunciato, con un video di 9 minuti pubblicato su Facebook, il leader del movimento e deputato regionale Ismaele La Vardera. Dietro la decisione c’è la vicenda relativa alla casa abusiva ereditata da Crosta dal padre, insieme con la sorella. Domenica scorsa La Vardera aveva chiesto le dimissioni di Crosta. Ieri il sindaco di Agrigento Michele Sodano, anche lui di ControCorrente, ha preso invece tempo, dicendo che prima avrebbe voluto sentire tutti. Adesso il colpo di scena con l’annuncio di La Vardera.
«Caro vicesindaco, sei fuori dal partito»
«Caro vicesindaco per quanto mi riguarda, sei fuori dal partito», ha detto il deputato. «La scelta del vicesindaco è stata fatta esclusivamente da Michele Sodano – sottolinea il deputato regionale in un passaggio del video – Avevo chiesto al vicesindaco di intervenire ma lui ha detto che la casa abusiva è intestata anche alla sorella e preferiva non farlo e ho spiegato a Sodano che questa storia non andava presa sottogamba. Qui parliamo di coerenza, di opportunità politica. Mi sono fatta un’altra domanda che non mi ha fatto dormire: se avesse vinto l’avversario e il vicesindaco si fosse trovato in questa situazione noi avremmo fatto le barricate. Noi siamo diversi».
«Ad Agrigento sono stato lasciato solo con la stampa che mi chiedeva del caso Crosta – ha detto – e lì ho maturato che il vicesindaco doveva fare un passo indietro. La cosa più incredibile è che il sindaco ha cominciato a fare una difesa a spada tratta del vicesindaco. Se non fossi intervenuto sarebbe stata connivenza. Per me stare zitto sarebbe stato più conveniente. Ai nostri detrattori che dicono che stiamo litigando io rispondo: siamo coerenti», dice. E chiede al vicesindaco: «Da 5 giorni ti abbiamo mandato una pec a cui non ha mai risposto». E al sindaco Sodano: «Ricordo quando mi dicesti che la strada giusta era candidarti a sindaco, perché difendere ciò che è indifendibile e perché non hai disposto verifiche urgenti sul vicesindaco? Fossi in te avrei mandato una ispezione della Polizia municipale. Caro Michele, torna in te».