Aeroporto di Comiso, tutto pronto per il ’decollo’ previsto il 30 Maggio

di Francesco Vecchio 

Eppur si è mosso: non si può certo dire che il nuovo aeroporto di Comiso abbia bruciato le tappe ma, finalmente, dal 30 Maggio prossimo, il nuovo scalo, dislocato nell’area che ospitava la base missilistica Nato, sarà operativo.

La sua posizione è quanto mai strategica, visto che dista 15 chilometri da Ragusa e appena 5 da Comiso. Può tranquillamente parlarsi dell’aeroporto più a Sud d’Italia: 10 minuti di volo da Malta e circa 30 dalle coste dell’Africa. Le potenzialità turistiche ed economiche sono enormi: si prevede un traffico passeggeri destinato a toccare il milione di unità all’anno.

Risulta, peraltro, inserito fra i 18 cd. “aeroporti di servizio”, individuati dal Piano nazionale aeroporti e ciò conferma la sua importanza strategica per lo sviluppo sociale ed economico del Sud-Est della Sicilia.

L’auspicato potenziamento della rete viaria della Sicilia sud orientale non potrà che innestare un circolo virtuoso per tutta l’area circostante. Il territorio ibleo e la Val di Noto ne trarranno un’ennesima e decisiva iniezione di fiducia. Ben tre città patrimonio dell’Unesco, illuminate dall’architettura del tardo Barocco siciliano, sono situate nel raggio di pochi chilometri: Ragusa Ibla, Modica e Scicli.

Che dire poi della felice “commistione” che si verrebbe a creare col neonato porto turistico di Marina di Ragusa? Esso è in grado di accogliere oltre 800 posti barca ed è già in lizza per diventare uno dei tre Hub turistici della Sicilia. Pare che sia già in cantiere nientemeno che un eliporto, per formare, insieme con l’aeroporto di Comiso, un sistema integrato di comunicazione.

Nuovi, e ben più importanti, sono gli scenari che prospetta la Camera di Commercio di Ragusa, a partire proprio dalla recente visita in Sicilia di una delegazione di operatori economici cinesi del gruppo Hna. Per la Sicilia, già piattaforma logistica al centro del Mediterraneo, sarebbe l’ennesima opportunità per attrarre ulteriori capitali esteri, con la conseguente prospettiva di divenire, ancora di più, punto di riferimento per la navigazione aerea e navale.

Il nuovo aeroporto di Comiso ha già usufruito di corposi investimenti comunitari e regionali ed è, letteralmente, “in pista” per rispondere alle esigenze della delegazione cinese. Anche gli imprenditori, dal canto loro, sono pronti a fare la propria parte, avviando un prodotto di marketing e promozione del territorio, capace di suscitare la sinergia degli enti locali e del mondo economico-produttivo.

Le ipotesi per incentivare le compagnie aeree, nella fase di start-up, sono le più svariate: una tassa di soggiorno, il versamento di un euro per ogni presenza negli alberghi o sconti speciali per i clienti nell’ambito di un asse Agrigento-Comiso.

Il primo vettore ad atterrare a Comiso potrebbe essere AirOne, ma potrebbero presto seguirlo Easyjet e Livingstonair. Per il Sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano “il territorio deve farsi trovare pronto sia ad accogliere i flussi di persone che arriveranno, sia nell’offrire loro opzioni appetibili e interessanti.” E’ il momento, prosegue, “di continuare e concretizzare quell’azione di marketing e di economia di gestione già in atto”. Chiosa, infine, il presidente di Soaco Spa, Dibennardo: “Abbiamo già un piano industriale che si riferisce a larghe porzioni dei territori ricompresi nelle province di Siracusa, Agrigento e Catania oltre a comprendere, naturalmente, Ragusa. E’ però questo il momento di essere operativi e concreti soprattutto con le compagnie”.

Il tempo, speriamo quanto più vicino possibile, dirà la sua su questa ennesima scommessa siciliana. Le premesse per vincerla ci sono tutte.

 


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