A Siracusa “I fuochi di Bach”

di Sofia Li Pira

Ieri sera, a Siracusa, la Chiesa di San Giovannello alla Giudecca è stata aperta al pubblico per un dibattito-assemblea sul tema “Voliamo alto per una cultura libera creatrice, moderna”.

La spettacolare Chiesa, situata nell’antico quartiere della Giudecca, nell’isola di Ortigia, ha ospitato per l’occasione alcuni noti esponenti del mondo del cinema, del teatro e della musica, che hanno accolto l’invito dell’avvocato Ezechia Paolo Reale ad un incontro aperto al pubblico, sul delicato e dibattuto tema del ruolo della cultura nella nostra società.

Hanno preso parte alla discussione Roberta Torre regista e scrittrice, Galatea Ranzi, attrice, ed Enrico Melozzi, violoncellista e compositore. Ciascuno degli ospiti ha esposto il proprio punto di vista sull’odierno stato dell’arte, offrendo anche un prezioso contributo per nuovi progetti e possibili prospettive di sviluppo.

“Dalla magica esperienza fatta l’anno scorso al Teatro Greco, ho sempre desiderato che nascesse un’occasione importante per la cultura e per valorizzare il patrimonio artistico e culturale di Siracusa”, ha detto Roberta Torre. La regista ha parlato di di “realtà culturali in grado di coinvolgere anche le giovani generazioni, per esempio un Fringe Festival per il teatro come quello di Edimburgo; in questo modo si potrebbe anche allungare la stagione culturale della città”.

Galatea Ranzi, legata a Siracusa da molti anni di permanenza ad Ortigia, ha recitato per il pubblico un brano scelto da “Le città invisibili” di Italo Calvino.

Molti gli interventi del pubblico presente in una nutrita platea di cittadini e di addetti ai lavori. Tra questi, anche il direttore artistico, Matteo Bavera, ed altri esponenti della cultura locale, regionale e nazionale.

Al termine della conferenza Enrico Melozzi e Valentina Cenni hanno incantato il pubblico con lo spettacolo “Fuochi di Bach”, performance di danza con oggetti infuocati su musiche di Bach arrangiate ed eseguite dal vivo da Melozzi.

Una bellissima interpretazione che per una notte ha “acceso” San Giovannello, trasformandolo in uno spettacolare scenario teatrale.

 


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