A Lampedusa si muore, ma in Sicilia non si sta meglio

LA MACELLERIA DEI BARCONI CHE SI ROVESCIANO IN MARE E’ SOLO PIU’ VELOCE DELLA MACELLERIA SOCIALE CHE LA NOSTRA ISOLA RICEVE OGNI GIORNO IN REGALO DALLA REGIONE, DALLO STATO E DALL’EUROPA ‘UNITA’…

Che cosa fa la politica siciliana di fronte alla tragedia di Lampedusa? Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che oggi avrebbe dovuto incontrare i vertici del PD, ha rinviato tutto per recarsi nell’isola tramortita dagli sbarchi finiti in ecatombe. Metterà da parte i disastri politici e sociali che sta provocando in Sicilia con il suo dannoso Governo per andare a prendere visione di altri disastri provocati sempre dalla politica, ma su scala internazionale.

In fondo Crocetta, che ha fatto parte di quel consesso inutile che è il Parlamento europeo – un pomposo Parlamento che nelle decisioni che riguardano l’Europa conta quanto il due di coppe con la briscola a denari – potrà ‘respirare’ un po’ di aria ‘europea. In fondo, quello che succede ogni giorno nel mare che circonda Lampedusa – e che oggi è al centro dell’attenzione mondiale perché i morti, invece che due, sono più di cento – è anche ‘merito’ dell’indifferenza di un’Europa ‘unita’ intenta ad occuparsi di spread, di pareggi di bilancio e di “conti a posto”.

Chissà, per la politica siciliana dei ventimila-euro-a-testa i morti di Lampedusa potrebbero essere occasione per riflettere. Anche per ‘misurare’ le differenze tra la morte improvvisa, che arriva con un barcone pieno di immigrati che prende fuoco e si rovescia in mare e la ‘cottura’ a fuoco lento che l’attuale Governo nazionale e il Governo regionale stanno riservando alla Sicilia nel nome dell’Europa ‘Unita’.

Sono due cose ‘diverse’, in fondo. Perché un conto è ammazzare la gente in dosi omeopatiche, ogni giorno, piano piano, tagliando i posti letto e i Punti nascita nella sanità, prendendo in giro i siciliani con la favola della medicina del territorio. O licenziando i docenti precari delle scuole di Palermo. O, ancora, assistendo in silenzio al licenziamento dei 519 operatori della scuola, sempre di Palermo. Ma altra e ben diversa cosa è vedere che il mare, in un colpo solo, si prende cento vite!

Nel secondo caso tutto è visibile. Nel primo caso – nel caso della Sicilia che muore piano piano – tutto si nasconde. Soprattutto se si scrive che “i tagli ci vogliono”, che va “eliminata la spesa improduttiva”, soprattutto se queste cose vengono fatte “per tenere l’Italia in Europa”. Perché, come dice il nostro Presidente del Consiglio, Letta, quello al quale ieri il Parlamento del Porcellum ha salvato il culo, “in Italia ci vuole più Europa…”.

Ha ragione il presidente Letta: ci vuole “più Europa”. Quell’Europa delle banche, della finanza e dello spread che non può certo perdere il proprio prezioso tempo occupandosi di Lampedusa e della ‘camurria’ degli immigrati che si rifiutano di morire di fame nei loro Paesi. L’alta politica europea, si sa, si occupa di cose altre e ‘alte’: differenziali di tassi, parità di bilancio, politiche di rigore e altre vicende interessanti e, soprattutto, ‘intelligenti’.

La politica siciliana è più metodica: al massimo si concede un po’ di ‘macelleria sociale’, ma senza fare troppo ‘scruscio’: un taglio di qua, mancate retribuzioni di là, un ospedale senza rianimazione per ammazzare chi va a partorire in emergenza. E un servizio di elisoccorso che, con la dilatazione ‘mediterranea’ del tempo, arriva dopo quasi tre ore, dando ai malati, anche gravi, tutto il tempo per riflettere sul senso della vita (che in qualche caso se ne va: ma questo è un dettaglio filosofico…).

Avanti con la visita del presidente Crocetta a Lampedusa. Vediamo cosa dirà di interessante e di non banale…

 

 

 


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