Comune acquisisce cinque beni confiscati alla mafia «Saranno destinati a emergenza casa e attività sociali»

Quattro immobili destinati a famiglie che non hanno una casa, uno per attività sociali da individuare tramite un bando pubblico. Sarà questo il futuro dei beni confiscati alla criminalità organizzata dei quali oggi il Comune di Catania entrerà in possesso. Il passaggio simbolico è avvenuto questa mattina alla presenza dei vertici della giunta Pogliese, delle forze dell’ordine e della prefetta Maria Carmela Librizzi.

«Diamo un segnale importante a distanza di pochi giorni da quella triste vicenda», ha detto il sindaco Salvo Pogliese, facendo riferimento all’operazione Quadrilatero che ha smantellato alcune piazze di spaccio nel quartiere di San Cristoforo. «C’è chi la lotta alla mafia l’annuncia nei dibattiti e nei libri e chi la pratica giornalmente. L’amministrazizone dimostra la presenza dello Stato di questa realtà che vive mille problematiche e oggi proseguiamo un cammino già intrapreso con la consegna di altri beni confiscati», ha aggiunto il primo cittadino catanese. 

Quello della gestione dei beni confiscati resta comunque un problema di difficile soluzione. Sono tanti i casi di immobili che, pur essendo passati a tutti gli effetti sotto il controllo dello Stato, restano abbandonati. Il tema ha attirato anche la commissione regionale Antimafia. «Bisogna ridare alla società civile ciò che gli era stato tolto e creare un circolo virtuoso tra i soggetti della società civile», ha commentato l’assessore comunale al ramo Michele Cristaldi.

La prefetta Maria Carmela Librizzi ha ribadito l’esigenza di dare segnali concreti all’interno di un quartiere particolarmente difficili. «Essere qui è importante perché significa che lo Stato c’è. Ognuno deve fare la propria parte, e il recupero di beni come questi da mettere a disposizione della collettività è un segnale importante», ha spiegato Librizzi. 

La prefetta si è soffermata sulla necessità di prevedere misure di contrasto alla dispersione scolastica. Un fenomeno particolarmente forte a Catania e che si riflette anche nell’impiego di ragazzini nelle attività di spaccio, così come emerso dall’inchiesta Quadrilatero. «Si sta lavorando a un accordo con l’Inps per inserire una clausola sociale che prevede la sospensione del reddito di cittadinanza per le famiglie con mandano a scuola i figli».


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