Isola delle Correnti, smontato il lido Decisione temporanea, silenzio dalle autorità

A una settimana dall’iniziativa OccupyIsland potrebbe sembrare che i cittadini che si oppongono alla costruzione di un lido da mille metri quadri all’isola delle Correnti abbiano vinto. E invece no. La struttura in legno innalzata tra il 5 e il 6 aprile sul litorale del piccolo lembo di terra di 10mila metri quadri che fa parte del Comune di Portopalo, in provincia di Siracusa, è stata smontata e il materiale accatastato nel terreno di proprietà della famiglia Greco. Ma, come hanno dichiarato i proprietari, si tratta di una decisione temporanea. «La rimozione dello stabile è dovuta alla mancanza del tetto che sarebbe stato pronto tra 15 giorni e per ovviare a problemi di natura meteorologici che possono sorgere nei prossimi giorni, è stato deciso di riposizionare la struttura quando il tetto sarà completato – hanno dichiarato all’emittente locale Pachino cam news – Inutile aggiungere che il motivo non è riconducibile a problemi di natura burocratica», puntualizzano.

Mentre la petizione online che ha messo in rilievo la questione ha superato le ottomila firme, al momento per cittadini e ambientalisti è impossibile cantare vittoria. «La struttura non c’è – conferma Salvatore Maino, responsabile del circolo Legambiente di Pachino – ma è importante capire perché l’abbiano tolta». Sui motivi reali che hanno portato alla rimozione, Maino non si sbilancia: «Non si capisce per quale motivo l’abbiano montata visto che dopo qualche giorno hanno dovuto togliere tutto». Contro la costruzione del nuovo lido a ridosso delle ultime dune del Mediterraneo, in una zona inserita tra i siti di importanza comunitaria, sono già partiti gli esposti ufficiali che ancora non hanno sortito nessuna risposta dagli organi competenti. «Ancora attendiamo notizie dalla sovrintendenza e dalla Regione», spiega.

 

[Foto Associazione isola delle Correnti su Facebook]


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Non possono cantare vittoria quanti si stanno opponendo alla costruzione di un nuovo stabilimento balneare a ridosso delle ultime dune del Mediterraneo. La struttura in legno è stata rimossa perché manca ancora il tetto e c'è il timore che possa essere danneggiata dalle avverse condizioni meteorologiche. «Il motivo non è riconducibile a problemi di natura burocratica», puntualizzano i proprietari. Ancora nessuna risposta dopo l'invio degli esposti ufficiali alla Regione e alla sovrintendenza

Non possono cantare vittoria quanti si stanno opponendo alla costruzione di un nuovo stabilimento balneare a ridosso delle ultime dune del Mediterraneo. La struttura in legno è stata rimossa perché manca ancora il tetto e c'è il timore che possa essere danneggiata dalle avverse condizioni meteorologiche. «Il motivo non è riconducibile a problemi di natura burocratica», puntualizzano i proprietari. Ancora nessuna risposta dopo l'invio degli esposti ufficiali alla Regione e alla sovrintendenza

Non possono cantare vittoria quanti si stanno opponendo alla costruzione di un nuovo stabilimento balneare a ridosso delle ultime dune del Mediterraneo. La struttura in legno è stata rimossa perché manca ancora il tetto e c'è il timore che possa essere danneggiata dalle avverse condizioni meteorologiche. «Il motivo non è riconducibile a problemi di natura burocratica», puntualizzano i proprietari. Ancora nessuna risposta dopo l'invio degli esposti ufficiali alla Regione e alla sovrintendenza

Non possono cantare vittoria quanti si stanno opponendo alla costruzione di un nuovo stabilimento balneare a ridosso delle ultime dune del Mediterraneo. La struttura in legno è stata rimossa perché manca ancora il tetto e c'è il timore che possa essere danneggiata dalle avverse condizioni meteorologiche. «Il motivo non è riconducibile a problemi di natura burocratica», puntualizzano i proprietari. Ancora nessuna risposta dopo l'invio degli esposti ufficiali alla Regione e alla sovrintendenza

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