Acireale, botta e risposta sul monte ore dei precari «Tutto come in passato». Alì: «Da aprile le novità»

La conferma dei contenuti di una delibera della passata amministrazione, quella guidata dall’ex sindaco Roberto Barbagallo, e il pensiero che corre al gattopardismo. Accade ad Acireale, dove l’amministrazione M5s guidata da Stefano Alì, di recente, ha reso noto i dettagli dell’integrazione oraria per i dipendenti comunali a tempo determinato e tempo parziale. Ovvero i precari

Lo schema esitato dalla giunta ricalca quello predisposto dalla passata giunta a gennaio 2018. Uno degli ultimi atti di Barbagallo. Poche settimane dopo, il sindaco sarebbe stato arrestato con l’accusa di induzione indebita. La vicenda, che attualmente è al centro del processo Sibilla, portò pochi mesi dopo Alì, nel cui passato c’è una vicinanza al Pd, a vincere le Amministrative, consegnando al partito di Di Maio la città dei cento campanili, con la promessa di rompere con il passato. 

L’intento, tuttavia, per alcuni sarebbe lontano dall’essere raggiunto. Gli esempi fatti dagli oppositori sono molti, e tra gli ultimi ci sarebbe proprio la gestione del monte ore supplementari per i precari. A risaltare, nella delibera approvata a metà febbraio, è l’assenza del settore Lavori pubblici tra quelli potenziati. Scelta che ha fatto storcere il naso a chi ricorda l’interesse mostrato dal sindaco Alì nei confronti della realizzazione delle opere pubbliche negli anni passati, quando da cittadino più volte criticò le carenze nella gestione dei cantieri ad Acireale. «Siamo davanti all’ennesimo indizio di come la giunta Alì stia proseguendo nel segno della continuità con il passato – commenta a MeridioNews il consigliere d’opposizione Giuseppe Ferlito -. Da rimarcare, inoltre, che la delibera è passata con il parere contrario del vicesindaco Salvo Pirrone, che ha anche la delega ai Lavori pubblici. Mi pare chiaro che in questa giunta abbia innanzitutto un problema politico, con il vicesindaco che smentisce il sindaco». 

Per Alì, tuttavia, le cose stanno diversamente. «Ho deciso di seguire le direttive già in atto l’anno scorso per un motivo preciso – dichiara il primo cittadino a MeridioNews -. Fino a poche settimane fa il Comune era privo di un organigramma che esplicitasse la composizione degli uffici e tutt’ora ancora manca qualche passaggio per avere chiaro la ripartizione di risorse nei singoli settori. Parliamo di un ente con oltre cinquecento dipendenti, ma finora a nessuno era venuto in mente di chiarire come fossero distribuiti. Pianificare l’integrazione oraria non può prescindere da questo». La promessa quindi è quella di apportare le modifiche nei prossimi atti amministrativi. «Faremo altre integrazioni orarie, già a partire dal prossimo mese – continua Alì -. E in queste occasioni interverremo con modifiche precise e figlie di una valutazione razionale delle esigenze». A partecipare all’individuazione delle figure a cui aumentare il monte ore sono anche i dirigenti che guidano i singoli settori. «Ognuno di loro si aspetta il massimo sostegno da parte dell’amministrazione, ma bisognerà ragionare nell’ottica generale e guardare all’interesse dell’ente nel suo complesso», conclude Alì.


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