Cambio al vertice della delegazione etnea del Fai «Rispettare Catania è come rispettare noi stessi»

«Vogliamo lavorare sul territorio anche in termini di riqualificazione di aree urbane di interesse storico e ambientale e faremo il possibile per continuare a divulgare la conoscenza dei luoghi e operare con l’aiuto di chi ci vorrà seguire». Ha già le idee chiare l’avvocata Maria Licata, recentemente subentrata a capo della delegazione provinciale del Fai (Fondo ambiente italiano) al posto dell’ex dirigente scolastica Antonella Mandalà, che dopo undici anni passa a occuparsi del settore scuola ed educazione per la delegazione regionale.

«In questi anni abbiamo restaurato il portone della chiesa di San Benedetto dove sono scolpite scene della vita del santo, il portone del convitto Cutelli e quello laterale della badia di Sant’Agata, la copia della Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi del Caravaggio realizzata dal pittore siciliano Paolo Geraci che si trova al Castello Ursino e che assume un valore particolare in quanto il vero quadro è stato rubato a Palermo circa quarant’anni fa ed è tutt’oggi uno dei quadri più ricercati al mondo», spiega a MeridioNews Mandalà, lieta di passare il testimone alla collega Licata, con cui negli anni si è creata una sintonia e con cui condivide gli stessi obiettivi.

«Assumo questa carica in continuità con la linea di Mandalà, con la quale ho avuto il piacere di lavorare negli ultimi due anni, quindi non ci saranno grossi stravolgimenti nel nostro approccio rispetto alla città, nei confronti della quale continuiamo a essere molto attivi». «Sono convinta che si ama ciò che si conosce e che ogni singola pietra di questa città è una parte di noi. Dobbiamo capire che rispettare la nostra città equivale a rispettare noi stessi, perché fa parte della nostra identità. E anche per questo motivo puntiamo molto sui giovani – aggiunge Licata – abbiamo un gruppo straordinario che ci invidia tutta Italia e che anche quest’anno lavorerà a fianco della delegazione con idee nuove, alcune delle quali saranno comunicate a breve e che riguardano le giornate di primavera».

Come delegazione di Catania, il Fai ha anche la possibilità di attivare i progetti Puntiamo i riflettori e ne presenterà due a Milano: uno che riguarda la scalinata degli angeli della Chiesa di San Benedetto di via Crociferi e uno che interessa il portone sovrastato dall’aquila del Convitto Cutelli. «Tengo molto anche a Porta Garibaldi, che è uno dei nostri luoghi del cuore e che si è ben collocato a livello nazionale, e mi impegnerò affinché questa collocazione si traduca in un progetto di recupero del monumento. Così come ci impegneremo nei confronti di piazza Verga, altro luogo del cuore».

Si farà il possibile per portare a compimento questi e altri restauri, ma è importante anche il coinvolgimento dell’intera città. «I catanesi sono una popolazione meravigliosa, Catania risponde sempre agli eventi del Fai e alle due grandi raccolte nazionali che facciamo durante le giornate di primavera e d’autunno, tant’è che abbiamo un numero di visitatori e di contributi di gran lunga superiori anche rispetto ad altre città della Sicilia. Questo perché in realtà i catanesi sono molto legati alla loro città e hanno voglia di riscoprirla anche attraverso percorsi nuovi e alternativi e conoscendo qualche dettaglio storico in più che arricchisce la loro conoscenza». 

Il percorso che ha portato Maria Licata a capo della delegazione catanese del Fai ha poco a che fare con gli studi universitari e molto con i sentimenti che l’avvocata penalista prova nei confronti di Catania. «Mi lega a questa città un amore incondizionato e a parte l’interesse per la storia e l’arte ho sempre ritenuto che quando si ha una passione e un amore si deve essere in grado di dimostrarlo. E il Fai è un modo concreto di fare qualcosa e di farla bene, ed è questa la ragione per cui mi spendo per chiunque voglia rendere Catania più bella o anche solo preservarla. E spero di riuscirci insieme ai catanesi». 


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