Minimo Teatro Festival: vince Rukelie «Su minoranze vittime dell’olocausto»

Uno monologo intenso e commovente che in quattordici minuti condensa un dramma, una ferita nella storia dimenticata da molti: il genocidio degli zingari durante la seconda guerra mondiale. Rukelie con Antonio De Nitto della compagnia Macondo che arriva da Bologna si è aggiudicato il primo premio dell’ottava edizione del Minimo Teatro Festival del Piccolo Teatro Patafisico, il festival nazionale di corti teatrali, vincendo i mille euro in palio per la produzione in lungo dello spettacolo e inoltre sarà ospite della rassegna Presente-Futuro del Teatro Libero di Palermo venerdì 18 maggio. 

Il monologo, scritto da Peppe Millanta, racconta la storia del pugile sinti Johann Trollmann, una delle vittime dimenticate del porajmos, il genocidio degli zingari durante la seconda guerra mondiale. Dopo essere stato campione di boxe in Germania, viene sterilizzato e mandato in un campo di sterminio, dove morirà dopo un ultimo incontro di pugilato per la vendetta di un Kapò, riuscendo però ad infondere coraggio e speranza agli altri detenuti sinti che erano con lui. 

«In considerazione di una tematica difficile ma sempre viva, – si legge nelle motivazioni della giuria – che si riferisce all’emarginazione storica di una minoranza, in uno spettacolo reso efficace con semplicità. Le eccellenti capacità dell’attore e del regista fanno ben sperare nello sviluppo del progetto. Lo sviluppo del lavoro, che include le altre minoranze vittime dell’olocausto dimenticate, potrà rendere lo spettacolo finale maggiormente in linea con i nostri tempi». 

Menzione speciale per Oriana Martucci dello spettacolo Dove sei Matt? Intervista a Rita Pasini del palermitano Giacomo Guarneri per la qualità interpretativa mostrata nello sviluppare registri diversi di questo singolare è curioso personaggio.

La seconda giuria: Diverse Visioni, composta da cinque ragazzi migranti che fanno parte di un progetto di Bliz hanno premiato Ilaria Gelmi con il suo monologo La scommessa. «Per il tema del viaggio che sentiamo molto vicino a noi. – si legge nelle motivazioni dei ragazzi – Per la narrazione di una storia vera che ci è stata raccontata come se i personaggi apparissero davanti ai nostri occhi. Per il suo movimento espressivo».


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