Nuova giunta solo dopo la spartizione incarichi Ars Disputa tra Lega e Fratelli d’Italia su un assessorato

Calma apparente nella maggioranza prima che si definisca il risiko della giunta regionale. Le consultazioni tra il presidente Nello Musumeci e i segretari dei partiti dovevano iniziare ieri, ma per impegni personali del presidente il primo vertice sulla giunta sarà oggi pomeriggio a Palazzo d’Orleans. Ma anche da lì non uscirà alcuna certezza su numeri e persone, nessuno verrà confermato veramente prima che si definisca l’intero assetto del parlamento regionale.

A smontare il toto nomine sugli assessori della giunta Musumeci che circola in questi giorni su siti e quotidiani, ci pensa il vice coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Scoma, anche lui tra i nomi possibili per un posto in giunta, su sollecitazione di Gianfranco Micciché. Tuttavia Scoma, senza riserve, pone la sua domanda retorica: «Si è mai vista una formazione di governo che viene nominata prima che si sia definito l’intero assetto del parlamento, le presidenze delle commissioni, la vicepresidenza e le altre cariche? Anche al parlamento nazionale, si è mai visto un fatto simile?», dice interpellato da Meridionews. «Abbiamo ancora una ventina di giorni per riflettere sugli equilibri di giunta – spiega l’esponente azzurro – che vanno però considerati insieme alle due vicepresidenze dell’Ars, i tre questori, le sei presidenze di commissione e l’intero ufficio di presidenza». 

Un vertice informale con il commissario regionale Gianfranco Miccichè intanto si è svolto ieri a Palermo e vi hanno preso parte, oltre ad alcuni parlamentari regionali, anche i due esponenti di riferimento catanesi del partito: l’europarlamentare Salvo Pogliese e il coordinatore provinciale Basilio Catanoso. «Abbiamo tenuto un incontro molto informale, non programmato – avverte Scoma – nella sede del partito, nel pomeriggio altri incontri. La nostra richiesta è di ottenere cinque assessori, ma ragioniamo anche su quattro assessori e la presidenza dell’Ars».

Proprio questa seconda ipotesi potrebbe essere la più accreditata, tenendo conto che il commissario azzurro Miccichè, che sabato non era presente alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente, anche se rappresentante di maggior rilievo del partito di maggioranza relativa della sua coalizione, tiene moltissimo ad ottenere la presidenza dell’Assemblea. «Sui nomi certi fatti finora? Nessuno, molto probabile Marco Falcone, così com’è probabile che Giuseppe Milazzo vada a fare il capogruppo. Su questo c’è finora solo un ragionamento interno.Una giunta in pectore sarà pronta intanto anche la settimana prossima – conferma Scoma – ma si attenderà il 15 dicembre, la prima seduta d’Aula all’Ars, per definire bene gli assetti». Su un suo coinvolgimento diretto, Scoma prende le distanze: «Non mi interessa un posto in giunta sono già stato parlamentare regionale cinque volte è più volte anche assessore, voglio continuare a svolgere il mio lavoro a Roma e di certo mi ricandiderò al Senato.

Nel silenzio di queste ore covano però alcuni mal di pancia. Al fatto che Forza Italia, nonostante l’incontro con Musumeci sia fissato oggi pomeriggio, non abbia ancora pronta la rosa dei nomi da presentare al presidente per i suoi possibili cinque posti in giunta, si aggiunge la disputa tra Fratelli d’Italia e Noi con Salvini che si contendono un solo assessorato, visto il risultato della lista congiunta, che ha superato lo sbarramento con il 5,6 per cento. Da voci interne al movimento di Salvini sembra che il patto con Musumeci sia inequivocabile e che il posto in giunta tocchi proprio al movimento di Alessandro Pagano e Angelo Attaguile (coordinatori rispettivamente della Sicilia occidentale e orientale). Sembra che entrambi abbiano deciso insieme, concordando con il movimento di Giorgia Meloni, di rinunciare al posto nel listino favorendo così l’elezione di tre parlamentari regionali di Fratelli d’Italia, per ottenere quell’unico assessorato che rischia ora di divenire la classica poltrona per due. 

Non la vede così infatti Raoul Russo, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia a Palermo, che fa notare come «il nostro apporto in termini di consensi elettorali è stato superiore a quello di Noi con Salvini, abbiamo preso oltre il 60 per cento dei voti nella lista, con i deputati più votati a Catania e Messina. Inoltre Giorgia Meloni è stato il primo esponente politico a fare un endorsement chiaro in favore di Musumeci». Insomma, la disputa è destinata a restare aperta ancora per un po’.  


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