Il giornalismo e il cane di Pavlov

Certo il lavoro al desk per un giornalista deve essere poco gratificante: ore ed ore scorrendo notizie rigirate dalle agenzie, spesso poco interessanti, da selezionare e inserire troppo spesso con un copia-incolla direttamente sul sito. Quando però le notizie di agenzia contengono nello stesso paragrafo le parole “rapina” e “Librino”, scatta subito un meccanismo di interesse, e la notizia viene inserita immediatamente tra le news degne di nota. Evidentemente, a volte, senza nemmeno leggere bene ciò che contiene.

E’ ciò che è accaduto ieri alla redazione on line de La Sicilia: possiamo presumere che l’annoiato redattore all’arrivo di una notizia che in qualche modo riguardava il quartiere di Librino, abbia immediatamente postato la notizia, affibbiandole questo bel titolo: Poliziotto sventa rapina a Librino.
Leggendo il testo del comunicato pubblicato, risulta però immediato e lampante l’errore:
 
“Un agente di polizia del commissariato di Librino libero dal servizio a Catania ha sventato una rapina ai danni di un supermercato di via Vagliasindi”.

Che via Vagliasindi non si trovi nel quartiere di Librino è noto a tutti. Così come è nota a tutti ormai da tempo la volontà dei media di dare un’immagine stereotipata del quartiere come “zona a rischio”. Non soltanto quando i fatti negativi succedono realmente, ma anche quando la fantasia di un distratto redattore ribalta il senso di una notizia. L’errore, per carità, è umano. Ma ci sarebbe stato se il poliziotto avesse arrestato qualcuno in viale Odorico da Pordenone?

 


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