Città metropolitane, prima assemblea dei sindaci «Un ente pieno di problemi, ma che può fare tanto»

Città metropolitana di Palermo, atto primo. Dopo l’insediamento, le cerimonie e la presa di confidenza con palazzo Comitini, vecchia sede della Provincia, adesso si fa sul serio. O quanto meno si inizia a parlare dei problemi reali di quella che adesso è la nuova istituzione nata dalla riforma delle Province. I sindaci dell’area metropolitana si sono riuniti oggi per la prima volta. Sul tavolo temi caldi come disabilità e infrastrutture. E da parte dei primi cittadini c’è stato subito ottimismo e – almeno in apparenza – fiducia in un organismo ancora tutto da rodare. «Ho cercato in qualche modo di comunicare ai colleghi sindaci che da questo momento non continua la vecchia Povincia, ma nasce un nuovo ente al servizio dei territori da loro rappresentati» dice Leoluca Orlando, neo sindaco metropolitano, che ha affrettato tuttavia a definirsi solo un componente di pari importanza rispetto agli altri convenuti all’assemblea.

«Mi è sembrato doveroso parlare con tutti i dirigenti, settore per settore, per analizzare le criticità e avere dunque la consapevolezza che la struttura deve rispondere ai sindaci riuniti in questa assemblea» continua il sindaco di Palermo. E già spuntano i primi interventi. «Il primo atto di cui mi sono occupato è stato quello di sbloccare la vicenda degli impianti di risalita a Piano Battaglia. Per poter farlo mancava un allaccio dell’Enel e la pulizia delle piste. Mi è sembrato opportuno procedere immediatamente per salvaguardare il patrimonio della Città metropolitana».

«Siamo in presenza di una straordinaria realtà istituzionale che può dare tanto – aggiunge ancora Orlando – Ci troviamo di fronte a un’amministrazione che ha dei problemi, su tutti il disinteresse dei governi nazionale e regionale. Una pur precaria e incerta gestione commissariale, che non ha potuto progettare, tuttavia, è riuscita a effettuare degli interventi che consentono oggi alla Città metropolitana di Palermo di essere una realtà che ha sì molte difficoltà, ma che non rischia il dissesto finanziario né il disequilibrio di bilancio. Se dovessimo essere liberati da lacci e lacciuoli che ci legano al governo nazionale potremmo svolgere attività enormemente più incisive». E al presidente di Anci Sicilia fa eco anche Antonio Rini, sindaco di Ventimiglia di Sicilia, che affida ai social la propria soddisfazione. «Impianti sportivi, edilizia monumentale, scuole, viabilità, edilizia scolastica, assistenza ai disabili, protezione civile – dice – Oggi con la relazione di tutti i dirigenti ai Sindaci inizia l’era dei Comuni che governano l’area vasta».


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