Consiglio, altro stop al Piano di gestione dei rifiuti Critiche alla giunta, si avvicina ombra del dissesto

Lavori ancora fermi nell’aula consiliare di
Palazzo degli elefanti sul Piano di intervento per il servizio di gestione integrata dei rifiuti dell’ambito di raccolta ottimale (Aro). L’ultima seduta si conclude con la mancanza del numero minimo dei consiglieri che, sulla richiesta dell’esponente di Articolo 4 Giuseppe Catalano di rinviare la votazione di una settimana, registra solo cinque presenti. A determinare l’ultimo rallentamento è l’assenza nell’atto di un parere del collegio di difesa comunale. Solleva la questione il consigliere del Partito democratico Niccolò Notarbartolo

«Si tratta di un passaggio obbligatorio che, mancando, genera un vizio nella delibera», spiega il componente del centrosinistra. «Non è così: il collegio in questione è stato interessato nella preparazione del bando per la gestione dei rifiuti e sarà convocato dopo la votazione Piano da parte del Consiglio perché – replica l’assessore alla Legalità Rosario D’Agata – le determinazioni dell’organo sono vincolanti per le gare d’appalto e non per gli interventi di programmazione, come quello che abbiamo oggi sui banchi». Una mezza conferma arriva in questa direzione dall’avvocato comunale Francesco Russo. Frena l’entusiasmo della giunta il vicepresidente vicario dell’aula Sebastiano Arcidiacono

«All’articolo 4 del regolamento relativo al collegio di difesa si legge che lo stesso ha un parere vincolante non solo su capitolati bandi di gara ma anche per quanto riguarda le modalità di gestione dei servizi pubblici locali e – prosegue Arcidiacono – credo che l’atto riguardi proprio questo». Alla luce di ciò, continua: «Valuterei l’opportunità che non solo ci fosse il parere ma che venisse verbalizzato nella delibera». Raccoglie l’assist di Arcidiacono il consigliere Agatino Lanzafame: «Non mi sembra una questione sulla quale si possa esprimere l’aula e, onestamente, un vizio di forma in una delibera di questa portata rischia future impugnazioni da parte di eventuali ditte aggiudicatrici del Piano». Motivo per cui il componente di Catania Futura dichiara: «In questo contesto non so chi si possa assumere la responsabilità di votare un atto viziato». Poco dopo le perplessità dell’aula consiliare vengono trasformate in una formale richiesta di rinvio della discussione dal consigliere Giuseppe Catalano. Alla votazione di quella che in gergo è una pregiudiziale manca il numero minimo dei presenti. 

La seduta si scioglie quindi con un nulla di fatto, nel silenzio di un’aula quasi deserta. Un’immagine del tutto diversa rispetto all’apertura della riunione quando sugli scranni di Palazzo degli elefanti si contavano poco meno di trenta politici. La prima fase – concitata dalle comunicazioni dei consiglieri alla giunta – si apre con un regalo di Catalano all’amministrazione. «Oggi dono agli assessori 16 fotografie della città: si tratta di immagini che ogni giorno i residenti e i turisti vedono dal vivo ma che solo loro non conoscono», spiega il componente della maggioranza. Nel collage ci sono discariche abusive, caditoie colme di terra, tombini divelti, automobili incendiate, barche nei posteggi scambiatori, scatti su abusivismi di vario genere. I commenti arrivano da Sebastiano Anastasi e Manlio Messina, entrambi esponenti all’opposizione. Il primo sostiene che «è sempre più evidente l’assenza di una maggioranza», mentre il secondo è più polemico. 

«Io e il consigliere Ludovico Balsamo abbiamo presentato una mozione di sfiducia contro questa disamministrazione ma – attacca Messina – molti sono troppo attaccati alla poltrone e allora chiacchierano e basta». «Il collega Catalano ormai interviene come se fosse all’opposizione e io lo invito a trasferirsi al gruppo Misto», conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia. Ma la preoccupazione dei consiglieri è per lo più relativa ai conti comunali.  Notarbartolo parla di «condizione di imminente dissesto finanziario a fronte di un deterioramento strutturale delle casse cittadine negli ultimi due anni». Il riferimento è alle ordinanze inviate dalla Corte dei conti al Comune di Catania. «Urge una relazione dettagliata da parte del sindaco Enzo Bianco e dell’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando», conclude l’esponente del Pd. «Non conosco le note ma so che cosa ha ereditato l’amministrazione. In settimana, comunque, entrambi riferiranno sulla situazione in una conferenza stampa pubblica», replica D’Agata.


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