Il 76esimo compleanno di Paolo Borsellino Il fratello: «Serve un ricambio generazionale»

«Oggi voglio che sia un momento di festa, la stessa che avremmo fatto insieme con la sua famiglia e la gente che gli voleva bene, se Paolo fosse ancora vivo». Così Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso insieme ai cinque agenti di scorta nella strage di via D’Amelio il 19 luglio del 1992, ricorda il fratello nel 76esimo compleanno. Un momento di ricordo personale che si fa ricordo di una comunità e, oltre la retorica, di quella fetta della società che nonostante tutto crede nei valori di legalità, trasparenza e onestà. E che cerca «il fresco profumo di libertà».

Un anniversario che è inevitabilmente momento per fare il punto sulle battaglie costate la vita al magistrato. E per comprendere se la strada per la ricerca della verità definitiva su quanto accaduto in quegli anni sia quella giusta. «Molto è cambiato, ma non è ancora abbastanza. È mutato di certo l’atteggiamento dei giovani – sottolinea Salvatore Borsellino -. La giustizia però non ha fatto quei passi che avrebbe dovuto fare. A 23 anni dalla strage siamo al quarto grado di un processo a Caltanissetta in cui mi sarei aspettato fossero messi in luce i depistaggi che hanno portato a questi giri a vuoto». Ma così non è stato. 

Amaro anche il commento sul processo riguardo alla trattativa Stato-mafia: «Io credo che la trattativa sia stata la causa scatenante, l’accelerazione della morte di Paolo, e che oggi questo processo venga osteggiato dai centri di potere». Nota stonata certamente è quel clima che si respira attorno alla cosiddetta antimafia, finita nel ciclone di indagini e polemiche. Un passo indietro rispetto a quel fermento di alcuni anni fa: «Non si può non avvertire un certo clima di normalizzazione, è molto triste che ci siano dei personaggi che con l’antimafia cercano di fare carriera. Basti pensare al caso Saguto, passando per la vicenda Tutino – continua Borsellino – Comunque basta, oggi non voglio pensare a queste cose».

Un compleanno che è anche ricordo personale per Salvatore Borsellino che aggiunge: «Sono andato via da Palermo a 27 anni, molto spesso per i suoi compleanni non c’ero, però i ricordi non mancano. L’ultimo Natale e Capodanno lo abbiamo trascorso insieme in Trentino. Poi, tornando indietro nel tempo, mi vengono in mente le serate trascorse insieme con i nostri amici: facevamo riunioni in casa nostra, ascoltavamo musica e discutevamo. Queste riunioni le chiamavamo il cenacolo, si discuteva fino a notte tarda di tutto».

«Paolo nell’ultimo giorno della sua vita, scrivendo la sua ultima lettera, si è rivolto proprio ai giovani. In loro bisogna sperare affinché le cose nella nostra Sicilia possano cambiare – continua il fratello del magistrato -. A loro dobbiamo dire quali sono stati i nostri errori, non abbiamo nulla da insegnare visto lo stato del Paese che gli stiamo consegnando. Ho fiducia nei giovani, sono la mia speranza. A Paolo regalo quel laboratorio che ho realizzato in via Vetreria, dove vivevamo quando eravamo ragazzi, sto dando un’opportunità ai ragazzi del quartiere per uscire da quella spirale povertà-emarginazione-criminalità organizzata. Per il cambiamento – conclude Salvatore Borsellino – è necessario un completo ricambio generazionale in Sicilia come nel resto del Paese».

Paolo Borsellino insieme a Rocco Chinnici, anche lui nel giorno del compleanno, sono stati ricordati anche dall’Anm. Stasera il movimento Agende Rosse ha organizzato al teatro Santa Cecilia, alle 21, una serata evento tra musica, spettacolo e teatro. Vi prenderanno parte Daria Biancardi, Ernesto Maria Ponte, Maurizio Bologna, Marco Manera, Michelangelo Balistreri, Francesco Maria Martorana e Silvia Frittitta. Poi ancora la poetessa Lina La Mattina, il pittore sociale Gaetano Porcasi, per raccontare i colori della Sicilia, e la fotografa Letizia Battaglia. A seguire dibattito, dal titolo Borsellino, il dovere morale e l’atto d’amore. Perché continuare la ricerca della verità“, a cui prenderà parte anche il magistrato ed ex presidente del Tribunale di Palermo Leonardo Guarnotta


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