Loris, rinviata udienza su Veronica Panarello Accusa deposita nuova perizia sulle fascette

Bisognerà attendere il 3 dicembre per sapere se Veronica Panarello sarà processata con l’accusa di essere l’assassina del figlio Loris Stival. Il gup di Ragusa Andrea Reale ha infatti deciso di rimandare la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio a carico della donna, dopo la richiesta da parte del legale di quest’ultima, l’avvocato Francesco Villardita, di poter fare esaminare le fascette elettriche con le quali – secondo la difesa di Panarello – il bambino si sarebbe strozzato.

Alla base dell’istanza, c’è il deposito da parte del pm Marco Rota di una nuova perizia operata dal medico legale sulle fascette con le quali furono legati i polsi di Loris. Nei giorni scorsi, Panarello aveva dichiarato di aver realizzato soltanto a distanza di mesi quanto accaduto lo scorso autunno, ritrattando la versione secondo cui la mattina del 29 novembre aveva accompagnato il figlio a scuolaL’ultima versione della donna, infatti, vede il bambino essersi strozzato da solo con delle fascette elettriche, diverse da quelle che avrebbero procurato i segni ai polsi. Questi ultimi, infatti, sarebbero stati causati da un gioco che lo stesso Loris aveva fatto il giorno precedente alla morte. Spiegazione rifiutata dall’accusa, secondo cui entrambi i segni – sul collo e ai polsi – risalirebbero al medesimo giorno.

A presenziare all’udienza di oggi è stata la stessa Veronica Panarello, che ha fatto ingresso in Tribunale riuscendo a evitare le domande dei giornalisti. Prima di iniziare, il legale dell’accusata aveva dichiarato che «ci sono anomalie comportamentali che vanno verificate» riferendosi al cambio di versione da parte della donna. Sulla nuova ricostruzione dei fatti si era espresso anche il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia: «Questo cambio di versione non ci ha fatto in alcun modo modificare l’impostazione dell’accusa, frutto di un anno di intensi accertamenti, indagini e riscontri» ha dichiarato il magistrato prima dell’inizio dell’udienza.

Accolte tutte le richieste di costituzione di parte civile: il padre della vittima Davide Stival e la nonna paterna Pinuccia Aprile, assistiti dall’avvocato Daniele Scrofani, e il nonno paterno Andrea Stival, assistito dall’avvocato Francesco Biazzo. 


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