Nuovo incarico per Anna Maria Palma Sostituto procuratore generale a Palermo

Anna Maria Palma, 62 anni, ritorna alla procura di Palermo e questa volta come sostituto procuratore generale. Il magistrato era già stata procuratore aggiunto a Palermo dal 2000 al 2007. Dal ’94 al 2000 è stata anche pm della Dda di Caltanissetta, portando avanti grossi processi come quelli relativi alla strage di via D’Amelio (con i pm Nino Di Matteo, Ilda Boccassini e Dino Petralia, ndr), sui mandanti esterni della strage del 1992, del consigliere istruttore Rocco Chinnici e dell’omicidio di Rosario Livatino. Ha sostenuto l’accusa in dibattimento nei tre processi relativi alla strage del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, processo quest’ultimo conclusosi con la con la condanna all’ergastolo per otto persone innocenti. Sono state le rivelazioni del pentito Spatuzza ad aver portato all’apertura di un nuovo processo a Caltanissetta, il Borsellino quater, coordinato dal pm Nico Gozzo allora procuratore aggiunto in quella procura, trasferito a Palermo lo scorso febbraio con incarico di sostituto procuratore generale. 

Nel 2013, la dichiarazione dell’ispettore di polizia Luigi Catuogno, addetto nel ’98 alla tutela del falso pentito Vincenzo Scarantino, getta un’ombra sul magistrato. Ascoltato dai pm di Caltanissetta Catuogno ha dichiarato che «Scarantino, prima della ritrattazione di Como, diceva che la dottoressa Annamaria Palma aveva architettato tutto».  Il riferimento è al depistaggio che ha visto ha visto il falso pentito Scarantino accusare degli innocenti poi condannati all’ergastolo e che ora sono in attesa del processo di revisione. Il magistrato sull’argomento aveva poi dichiarato di non aver nulla da dire e di non conoscere il poliziotto. Il prossimo mese Anna Maria Palma sarà ascoltata nell’ambito del Borsellino quater dall’avvocato Rosalba Di Gregorio.

E contro il magistrato Palma si è scagliato in passato anche il perito informatico Gioacchino Genchi, che inizialmente aveva collaborato con le indagini sulla strage, tirandosi indietro quando iniziò a non essere più d’accordo sul portare avanti il processo seguendo la versione di Scarantino. 

Negli ultimi anni il magistrato, moglie del professore Elio Cardinale (sottosegretario alla salute nel governo Monti e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità), è stata anche direttore dell’ufficio di gabinetto del presidente del Senato Renato Schifani, vice capo del dipartimento Affari di giustizia e capo reggente del dipartimento Giustizia minorile. 


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