È la Uil a proclamare lo stato di agitazione del carcere di Trapani. Ciò è stato deciso in seguito al grave episodio di violenza in cui un ispettore della polizia penitenziaria è stato ustionato con olio bollente da un detenuto. «In un Paese normale – dichiara Gioacchino Veneziano dell’esecutivo nazionale Uil Fp Polizia Penitenziaria – […]
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Carcere di Trapani: proclamato lo stato di agitazione per ispettore ustionato
È la Uil a proclamare lo stato di agitazione del carcere di Trapani. Ciò è stato deciso in seguito al grave episodio di violenza in cui un ispettore della polizia penitenziaria è stato ustionato con olio bollente da un detenuto. «In un Paese normale – dichiara Gioacchino Veneziano dell’esecutivo nazionale Uil Fp Polizia Penitenziaria – davanti allo sfascio che giornalmente si assiste nelle carceri italiane chi ha la responsabilità dovrebbe avere il coraggio di dimettersi. Bisogna aprire con urgenza un tavolo di confronto permanente per trovare soluzioni immediate. Perché a Trapani poteva morire un poliziotto, ma sostanzialmente quanto accaduto è la fotografia di quello che ogni giorno i poliziotti penitenziari subiscono in considerazione del senso di l’impunità dei detenuti è sotto gli occhi di tutti».
«Lo abbiamo detto in tempi non sospetti all’ex sottosegretario Delmastro e il 21 luglio a Vice Capo Parisi – chiosa ancora il leder sindacale della Uil di settore – che la Sicilia e soprattutto il Pietro Cerulli di Trapani paga il prezzo di una dotazione organica dopata dalla costruzione del nuovo padiglione con 250 posti detentivi. Senza però avere un briciolo di aumento dell’organico di polizia. Anzi ulteriori 25 poliziotti sono impegnati in servizi di scorta ad autorità ma risultano nella forza operativa, che determinano minori assegnazioni rispetto le reali esigenze».
«Al vice capo Dap Parisi – conclude Gioacchino Veneziano – abbiamo consegnato le fotografie del reparto mediterraneo che necessita una totale ristrutturazione. Perché non rispetta le normative in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Eppure, a causa della mancanza di un reparto isolamento, non è possibile separare detenuti al 14/bis, con quelli comuni,. Addirittura non si riesce neppure a fare scontare le sanzioni disciplinari».