Giarre, no alla proposta di riequilibrio di bilancio Sindaco all’angolo, opposizioni chiedono dissesto

Sempre più forte il rischio dissesto per Giarre, lunedì scorso il consiglio comunale ha respinto la proposta di riequilibrio di bilancio proposta dalla giunta. «Scelta irresponsabile», commenta il sindaco Roberto Bonaccorsi. Mentre l’opposizione ha depositato una mozione in consiglio per chiedere una dichiarazione di dissesto che verrà discussa nelle prossime sedute. 

È quindi stata respinta dall’opposizione la proposta di riequilibrio di bilancio, proposta dall’amministrazione, per far fronte al debito di circa undici milioni di euro accumulato dal Comune a partire dal 2008 ed emerso solo negli ultimi mesi, e adesso il rischio dissesto sembrerebbe dietro l’angolo. «La decisione delle opposizioni – dichiara Bonaccorsi – di respingere la proposta di riequilibrio di bilancio, senza entrare nel merito della stessa, non va in direzione dell’interesse della città, ma privilegia logiche di parte, confezionate pregiudizialmente, e la volontà di fermare rinnovamento e rigore ad ogni costo».

«Ciò che è accaduto nel corso dell’ultima adunanza di consiglio comunale – replica dall’opposizione la consigliera Tania Spitaleri – è facilmente spiegabile. La proposta di riequilibrio finanziario presentata dall’amministrazione e sulla quale il sindaco ha riposto ogni speranza si è dimostrata fallimentare sotto ogni punto di vista, sia tecnico che politico. Non è stato abbastanza sottolineato finora il parere assolutamente negativo sulla sostenibilità tecnica della manovra reso dal collegio dei revisori dei conti e ribadito con estrema chiarezza in aula, tra l’altro su misure già categoricamente ritenute inadeguate ed insufficienti dalla Corte dei Conti poco tempo addietro. La bocciatura della proposta di riequilibrio, aleatoria e non supportata da atti che la rendessero credibile, è stata sonora e l’opposizione non ha fatto altro che trarne responsabilmente le dovute conseguenze politiche».

Intanto il primo cittadino, attraverso una nota ufficiale, non nasconde la propria delusione per quello che ha avvertito come un clima di chiusura da parte delle forze politiche attorno alla sua proposta di revisione delle spese e dei tagli, nonostante l’apertura da parte dell’amministrazione a integrare la proposta con la documentazione richiesta dal collegio dei revisori. Intanto, in merito all’eventualità dissesto il sindaco commenta: «Come ripeto da tempo, il dissesto non può essere considerato un’opzione politica come tante altre, da mettere in campo quando più opportuno – ricorda – si tratta piuttosto di uno strumento normativo che si rende ineludibile in casi ben precisi previsti dal legislatore e la cui valutazione finale è demandata al Consiglio». 

Il primo cittadino rimanda la palla nel campo del collegio dei revisori a cui chiede di produrre dettagliata relazione sulle cause dello squilibrio. «Non consentirò – conclude Bonaccorsi – alla vecchia politica di interessi di parte e rendite di posizione di offuscare il nostro operato, sono pronto a difendere in ogni scenario politico possibile le riforme e il risanamento del Comune di Giarre». Ma in un quadro a tinte cupe, c’è chi guarda anche all’ipotesi che il dissesto diventi realtà. Misura che non causerebbe lo scioglimento della giunta, né del consiglio. Per questo il consigliere Giovanni Barbagallo ha proposto un emendamento che sopprimesse i gettoni di presenza per i consiglieri e le indennità per la giunta in caso di deafult. Ma il consiglio lo ha bocciato. «Grazie a questa scelta – spiega Barbagallo – sarebbero stati risparmiati 300mila euro all’anno che potevano essere destinati per il mantenimento di quei servizi che, invece, a causa del dissesto verrebbero inesorabilmente eliminati. Prima di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini giarresi,  la classe politico amministrativa deve tornare a dare l’esempio».


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Roberto Bonaccorsi, primo cittadino, ha presentato le modifiche per rimettere in equilibrio un bilancio gravato da undici milioni di debiti, accumulati dal 2008 ma emersi negli ultimi mesi. Ma sono state bocciate dall'aula, anche per le critiche dei revisori dei conti. «L'opposizione privilegia logiche di parte», accusa il sindaco

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