Ave Maria: un’invocazione che dà il titolo al monologo in scena ad Augusta domenica 6 settembre, alle ore 21, negli spazi dell’associazione Piano Terra aps. Scritto da Luciano Modica e interpretato da Lydia Giordano, con la regia di Federico Magnano San Lio, la pièce verrà anticipata, alle 20, da un aperitivo, pensato per «fare della […]
Foto di Retablo
Ad Augusta il monologo Ave Maria: dal racconto della ‘santa mafia’ un aiuto per Gaza
Ave Maria: un’invocazione che dà il titolo al monologo in scena ad Augusta domenica 6 settembre, alle ore 21, negli spazi dell’associazione Piano Terra aps. Scritto da Luciano Modica e interpretato da Lydia Giordano, con la regia di Federico Magnano San Lio, la pièce verrà anticipata, alle 20, da un aperitivo, pensato per «fare della cultura uno spazio di relazione, presenza e responsabilità», spiegano da Retablo, produttori dello spettacolo. In collaborazione con l’associazione Piano Terra, alla cui missione in sostegno della popolazione della Striscia di Gaza verrà devoluto il 30 per cento del ricavato della serata. Che si tradurrà in aiuti umanitari verso Deir al-Balah.
Il monologo Ave Maria
A parlare, in Ave Maria, sono i pensieri e la storia di Maria Incudine: una donna che trasforma la mafia in Sacra famiglia. Da moglie a capo clan, la sua parabola – raccontata da lei stessa, attraverso la voce dell’attrice Lydia Giordano – si muove sul filo tra obbedienza e devozione, possesso e cura. Nella sua narrazione, la violenza diventa non solo giustificabile ma necessaria per la morale. Le giovani leve mafiose, condannate a una vita criminale, sono figli amati da crescere e a cui Maria Incudine si rivolge. Un mondo su cui l’autore del monologo, Luciano Modica, si è affacciato unendo sensibilità personale e narrativa al lavoro di amministratore giudiziario di imprese confiscate alla mafia.
La donazione per Gaza
L’associazione Piano Terra aps ha portato i primi aiuti alimentari da Augusta alle famiglie sfollate di Gaza a novembre 2025. Arrivando a 60 nuclei vulnerabili e assicurando la sopravvivenza per 5 giorni a 389 persone. A marzo è stata la volta del progetto 50 sorrisi per 50 bambini: una fornitura di abiti nuovi per la festa di fine Ramadan per i bambini più fragili, a partire dai piccoli rimasti orfani. Con la possibilità, per i giovanissimi, di scegliere i propri vestiti: «Non solo un aiuto materiale – spiegano dall’associazione -, ma un gesto che restituisce dignità e normalità». Il 30 per cento del ricavato dello spettacolo contribuirà a finanziare la prossima spedizione di aiuti verso la Striscia di Gaza.